Bosone battuto: «Valuto il riconteggio»
di Fabrizio Merli w PAVIA Ottanta preferenze di distacco su 9.420 voti espressi. Un battito di ciglia. Giuseppe Villani diventa consigliere regionale e Daniele Bosone rimane alla guida della Provincia di Pavia. Dallo staff del secondo, tuttavia, trapela l'intenzione di chiedere il riconteggio delle schede. Anche perchè vi sono alcune situazioni da verificare, come il seggio di Portalbera dove una quindicina di voti assegnati ad Angela Maiocchi vengono reclamati dal numero uno di piazza Italia. Nei commenti del giorno dopo, tuttavia, le polemiche vengono diluite. «Prima di tutto – esordisce Bosone – sono contento perchè quella del Pd è stata una buona squadra sul territorio, anche con profili diversi. Il risultato di sostanziale parità con Villani riflette il fatto che la sua era più una candidatura di partito, mentre la mia, come figura più istituzionale, ha avuto un elettorato più legato alla società civile, che è il compito che mi ero prefisso, come del resto le altre due colleghe Maiocchi e Migliavacca. Trovo molto soddisfacente il risultato, peccato che non abbia prodotto l'esito sperato, a meno di un riconteggio delle schede». Riguardo al suo futuro, Bosone aggiunge: «Continuerò a svolgere il mio lavoro istituzionale, pur nell'incertezza per il futuro delle province. Mi sono reso conto che il Pd deve darsi un forte cambio di marcia, altrimenti rischieremo di rappresentare una minoranza del Paese. Ora ci troviamo in una situazione complicata perchè il presidente Napolitano non può sciogliere le Camere e serve un voto di fiducia al nuovo governo. Si potrebbe ipotizzare un governo istituzionale, che intervenga su punti come la legge elettorale e una modifica del patto di stabilità degli enti locali. Ma, lo ripeto, è una situazione complessa». Giuseppe Villani, fresco di conferma a palazzo Lombardia, accoglie l'eventualità di una richiesta di riconteggio delle preferenze con serenità: «Generalmente i nostri presidenti di seggio, che sono pubblici ufficiali, i nostri scutatori e rappresentanti di lista garantiscono la piena regolarità delle operazioni di voto. Poi ciascuno è libero di verificare fino in fondo ciascun tipo di voto. Sul caso di Portalbera, vorrei ricordare che alla Maiocchi sono stati assegnati 17 voti di preferenza in tutto, io ne ho avuti sei; ammesso e non concesso qualunque errore materiale di trascrizione, non potrebbero cambiare il risultato definitivo». Poi Villani riconosce l'impegno di chi sta lavorando ormai da settimane, e spesso in maniera del tutto volontaria. «Ringrazio tutti i militanti che hanno lavorato in questa campagna elettorale, e non solo per mia preferenza. Una campagna che è stata lunga perchè era iniziata con le primarie. Per quanto riguarda il mio risultato, si parte dal rammarico e dalla delusione che abbia vinto ancora il centrodestra in Lombardia. Speravo che Ambrosoli ce la potesse fare. Per la mia affermazione, ovviamente, sono soddisfatto. La vittoria per 80 preferenze dimostra che effettivamente c'è stata una competizione vera tra candidature conosciute e riconosciute. Io non sottovaluto neanche il positivo risultato di Maiocchi e Migliavacca». Villani, infine, torna sull'obbiettivo mancato per la successione a Formigoni: «Ero convinto che si potesse ottenere un cambiamento. Evidentemente il centrodestra in molte zone della Regione è ancora molto radicato e noi abbiamo da riflettere sulla nostra presenza e sulla nostra capacità di "leggere" e interpretare la società lombarda e abbiamo molto da lavorare per modificare gli orientamenti consolidati, i rapporti di potere che evidentemente in Lombardia pesano ancora parecchio. Io porterò avanti con determinazione il lavoro iniziato nella prima legislatura».