Pdl bastonato, Pd fermo, exploit Grillo
di Fabrizio Guerrini wPAVIA Il Pdl tracolla; la Lega Nord frena; il Movimento 5 stelle è lo tsunami atteso ; il Pd conserva molto a fatica, lo zoccolo di partenza di consensi: alla fine del primo tempo sono questi i risulati che emergono dal voto per Camera e Senato in provincia di Pavia. Oggi si gioca il secondo tempo, quello delle Regionali: potrebbe cambiare qualcosa, ma rispetto a cinque anni fa la scena pavese è già da ieri, profondamente diversa. Senza dimenticare il calo di votanti che sfiora il 6 per cento e con dei distinguo rispetto alla scena regionale e nazionale. Centrodestra in picchiata. Nel primo tempo dei queste elezioni emerge la bastonata pavese sul fronte del Centrodestra. L'armata Berlusconi, nel 2008 raccolse , infatti, tra i pavesi il 54,65 per cento sia alla Camera che al Senato. Dopo l'ultimo week end elettorale il Cavaliere si è dovuto accontentare, in provincia, del 38,6 per cento al Senato e del 37 per cento alla Camera. Una batosta a cui ha contribuito soprattutto il Pdl che è passato, al Senato, dal 39,1 per cento al 24,1 per cento e, alla Camera, dal 38.06 per cento al 24,4 per cento. Un calo di consensi che può essere giustificato solo in minimas parte dalla costola- ex An di Fratelli d'Italia che si è staccata dal Pdl e che pesa il 2 per cento dei voti pavesi. E il Caroccio come esce? La Lega Nord non è stata bastonata, ma non sorride, perdendo sia al Senato (da 15, 5 all'11, 2) che alla Camera (dal 16,59 per cento al 10,4 per cento). Centrosinistra in secca. In provincia di Pavia Veltroni batte Bersani. Nel 2008 la coalizione di Centrosinistra con Walter Veltroni aspirante premier ha, infatti, raccolto il 31,8 per cento di voti alla Camera e il 32 per cento al Senato. La stessa coalizione si è fermata, dopo l'ultima tornata elettorale alla Camera, al 26,3 per cento e al Senato al 27,8 per cento. I vendoliani di Sel, insomma, non hanno pareggiato l'effetto Di Pietro (alleato di Walter). Il Pd, da parte propria pavese non sorride. Avanti adagio, anzi decisamente quasi indietro: meno al Senato dal 28,9 al 28 e più alla alla Camera passando dal 28,5 al 26,2 per cento. Dati che faranno di certo discutere il contesto democratico provinciale. M5S, forza d'urto. Anche la provincia di Pavia non sfugge agli effetti dello tsunami tour di Grillo. Sabato non c'erano a livello di scena politica pavese, adesso ci sono eccome . Sono loro, i volti nuovi del Movimento 5 stelle la ui entrata in scena fa molto, ma molto più rumore di quanto negli anni Ottanta fecero i primi eletti della Lega Lombarda. Di colpo, numeri alla mano, M5S doppia la Lega Nord : vale il 20,9 alla Camera e il 18,9 per cento al Senato (che è anche di più di quanto il movimento ha ottenuto a livello lombardo, ovvero il 17,3 per cento). Poco Monti, poi briciole. Anche in provincia di Pavia l'ex premier Mario Monti sfiora a stento il 10 per cento alla Camera e al Senato. Alle sue spalle ciò che resta del movimento di Oscar Giannino si muove tra l'1,3 per cento della Camera e l'1,7 per cento del Senato. Ingroia e la sua Rivoluzione civile si fermano a quote bassississime (1,5 Camera e 1,1 del Senato). Da segnalare, tra le spigolature degki scrutini i circa 1600 voti pavesi per l'ultradestra di Forza Nuova. 1.100 quelli al Senato che pareggiano i 1.100 voti che i pavesi, sempre, per il Senato hanno dato alla formazione di ultra sinistra del Partito Comunista dei Lavoratori. In 420 hanno voluto premiare, al Senato I Pirati e c'è chi con 229 voti ha scelto come potenziale senatore qualcuno di Civiltà rurale e sviluppo. Oggi il secondo tempo. Oggi si gioca il secondo tempo elettorale, quello che potrebbe mutare la scena politica pavese uscita dal voto per il Parlamento. Potrebbero essere confermate le voci circa elettpri di Centrodestra che per Camera e Senatop hanno voluto frustare i propri partiti, restando fedeli invece per la Regione.