Il maltempo non ferma i podisti

di Gabriele Conta wPAVIA Non è soltanto per mantenersi in forma. E non è nemmeno per portarsi a casa una bottiglia di vino. Ci deve essere un motivo più profondo se 535 persone si sono presentate ieri mattina presto a San Pietro in Verzolo. Ieri infatti si è corsa la 13esima edizione del palio del quartiere Pavia est, gara podistica organizzata dalla sezione pavese dell'Avis. E alla partenza si sono affollati centinaia e centinaia di appassionate e appassionati. Di tutte le età, dai 20 ai 70 anni passati Nemmeno la neve li ha fermati. Anche se il maltempo ha costretto gli organizzatori a variare il percorso, oltre 500 podisti si sono iscritti alla competizione. Contro le più rosee aspettative di chi ha promosso l'iniziativa, che aveva passato la notte in bianco spulciando i siti internet di previsioni meteo. Per partecipare alla corsa infatti sono arrivati anche dalla provincia di Milano, Lodi e Brescia. Il ritrovo è per le otto al circolo Grassi. Ma dalle 7.30 i primi iniziano già a riscaldarsi tra viale Cremona e le vie limitrofe. La maggior parte si iscrive alla corsa non competitiva, il cui percorso si distende su sei chilometri tra l'asfalto e lo sterrato. «Dovevano esserci tre percorsi diversi, uno da sei, uno da 13 e uno da 18 chilometri – spiegano gli organizzatori – ma a causa della neve abbiamo deciso di limitarci solo al primo». Alla fine poco meno di 400 podisti sceglieranno di iscriversi alla corsa non competitiva. «Siamo qui per la compagnia – dice una donna che corre per la Canottieri – e anche per allenarci un po', perché almeno una corsetta alla settimana ci vuole». Ma ci sono anche quelli che fanno parecchio sul serio. E che sono qui per partecipare alla gara vera e propria, valida per il campionato Fidal e per le categorie amatori e master. Alla fine a questa competizione si iscrivono in 138 (111 uomini e 29 donne). Per le ragazze e per gli over 60 il percorso è lungo 5.2 chilometri, mentre gli uomini fino ai 59 anni devono correre per 9.4 chilometri, facendo due giri su un tragitto ricoperto di fango. «Fate attenzione alla discesa iniziale», dice lo starter prima di dare il via alla gara. Poi si parte. Qualcuno si ferma al primo giro. «Non si riesce a correre su un fondo così», dice un 30enne. «Per forza – gli risponde un amico – se tu non fai un chilometro in 3 minuti e 20 non sei contento». Dall'asfalto si passa allo sterrato. Qualcuno preferisce correre ai lati, sulla neve fresca. Altri al centro, nella striscia di fango. «Il percorso era impegnativo ma bello», dice all'arrivo Stefano Emma, 24enne di Borgarello che corre per l'Iriense di Voghera e che arriverà primo nella categoria over 23. «C'era da lottare», confermano tutti al punto di ristoro, dove vengono distribuiti piatti di pastasciutta al sugo e fette di limone. Mentre i giudici stilano la classifica e ricomincia a nevicare, i commenti sulla gara si sprecano. Qualcuno parla di acido lattico, altri di quadricipiti e polpacci. I più tecnologici controllano la propria prestazione sugli Ipod legati al braccio con una fascia elastica. Altri, più artigianali, si tolgono gli abiti zuppi di fango tra le portiere della macchina. Ci deve essere davvero un motivo più profondo se 535 persone si alzano presto la domenica mattina per correre sotto la neve. Qualcuno la chiama follia. Altri soltanto passione. @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA