Iuliano punta sui giovani «L'Italia tornerà al top»
Il meteo non promette nulla di buono e dopo che ieri pomeriggio per neve è saltata la gara tra Modena e Brescia in serie B, anche il posticipo di domani sera di Prima divisione tra Carpi e Pavia (ore 20.45, diretta su RaiSport) è a rischio rinvio. Le previsioni danno infatti neve sia oggi che domani mattina. Il Pavia si è comunque allenato ieri mattina e lo stesso farà oggi prima della partenza nel pomeriggio per Carpi. Si sono allenati tutti i giocatori tranne Meza Colli (infiammazione al legamento collaterale mediale), che comunque è squalificato e Losi (che lamenta un problema alla cervicale). di Luca Simeone wPAVIA Allena i giovani, e crede che proprio partendo dai giovani l'Italia possa consolidare la propria rinascita calcistica. Intanto Mark Iuliano lavora perché dal vivaio del Pavia escano talenti in grado di farsi strada: da questa stagione allena i Giovanissimi Nazionali, ragazzi tra i 14 e i 15 anni. «All'inizio è stato difficile perché avevo tutti ragazzi nuovi e bisognava impostare il lavoro – spiega l'ex nazionale e pluriscudettato della Juventus – i risultati ne hanno risentito. Ma dopo qualche mese le prestazioni sono migliorate: abbiamo pareggiato con Juventus e il Genoa, squadre molto più attrezzate di noi, e ora veniamo da una striscia positiva di quattro vittorie». Pavia gli ha dato l'opportunità di ripartire e lasciarsi alle spalle lo stop per doping con cui nel 2008 sembrava aver chiuso la carriera: prima il ritorno sul campo con il San Genesio, in Prima categoria, nella stagione 2010-2011 chiusa con la trionfale promozione. E poi, appunto, dalla scorsa estate il Pavia gli ha affidato i Giovanissimi Nazionali. «I primi contatti li ho avuti con il direttore tecnico Aldo Preite e con il responsabile delle giovanili Di Paola – dice Iuliano – devo ringraziare la società perché mi dà la possibilità di allenare vicino a casa anche se devo a volte assentarmi per seguire il master a Coverciano, l'ultimo di tre anni di corsi», che gli consentirà di allenare ai massimi livelli. Tuttavia Iuliano fa un passo alla volta: «Il mio presente è con i ragazzi e sarà così anche nei prossimi anni. Se anche io migliorerò allora si vedrà se potrò aspirare a qualcosa di diverso». Il Pavia lo ha visto più volte anche quest'anno. «E' un'ottima squadra, con un ottimo allenatore e una bravissima persone come Roselli – dice Iuliano – il Pavia mi piace perché è compatto, vigoroso e con tanti elementi interessanti. Un calo ci può stare, ma non è quello visto nelle ultime partite il vero valore della squadra». Il capitano è Gianluca Fasano, con il quale ha giocato a Ravenna in B: «Un ragazzo molto serio, grande professionista e capace di essere leader», dice. In Lega Pro chi fa giocare i giovani è incentivato economicamente, giusto così? «In generale sono d'accordo che si facciano giocare i giovani, ma sono più per la meritocrazia: devono giocare se sono davvero bravi e validi. Al Pavia questo accade, ma altrove non sempre è così. Poi posso capire che i contributi per gli under siano importanti anche per far sopravvivere club seri come il Pavia». Quattro scudetti (più quello revocato), una Coppa intercontinentale, una Supercoppa Uefa e tre italiane, 22 presenze in Nazionale: eppure il nome di Iuliano è spesso associato al famoso rigore reclamato dall'Inter per il suo presunto fallo su Ronaldo nella partita decisiva del campionato 1997-1998 («Me lo chiedono tutti i giorni», conferma l'ex bianconero). «Il ricordo più bello? Difficile dirlo, sono talmenti tanti: dagli scudetti alla prima partita ai Mondiali, dalla prima finale di Champions al mio gol all'Atalanta che ci diede il titolo nel '97». La Juventus è tornata grande, quali differenze ci sono tra la sua squadra e quella di oggi? «Alla base c'è anche oggi la cultura del lavoro, la compattezza del gruppo, una grande fisicità: la squadra rispecchia il mio ex compagno Antonio Conte. Noi avevamo qualche campione in più, ora alcuni giocatori non hanno ancora quella mentalità e capacità nervosa che ti permettono di sostenere il doppio impegno tra Champions e campionato. Quando matureranno sarà una squadra perfetta». Il campionato italiano ha perso qualche campione, attirato da ingaggi più alti all'estero: «I nostri club hanno ridotto i budget. Però ci ha aiutato molto la finale dell'Europeo. Molte squadre, Milan, Inter, Juventus investono sui giovani: alla lunga questo ci riporterà al top a livello europeo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA