Voto disgiunto e preferenze, ecco come funziona

PAVIA I cittadini che entreranno nel proprio seggio, dopo avere consegnato il proprio certificato elettorale e un documento di identità valido al personale, riceveranno tre schede. Quella di colore rosa riguarderà il voto per la Camera dei deputati; quella di colore giallo è riferita al Senato; quella di colore verde riporterà liste e candidati alla Regione Lombardia. Il voto che presenta più variabili, e che si presta quindi a maggiore confusione, è proprio quello per il rinnovo del Consiglio regionale. Le possibilità, infatti, sono quattro. La prima riguarda il voto dato al singolo candidato presidente; basta tracciare una croce o un segno sulla casella con il nome dell'aspirante governatore. La seconda possibilità è votare solo per una delle liste che sostengono i presidenti: in questo caso, il voto va automaticamente al presidente collegato. La terza è votare il presidente e una delle liste che lo sostengono. La quarta, infine, è quella del cosiddetto «voto disgiunto». Di che si tratta? Molto semplicemente, l'elettore può tracciare la croce (o barrare la casella) di un candidato presidente e poi tracciare una seconda croce sul simbolo di un partito che sostenga un presidente diverso da quello che ha appena votato. Alle regionali, diversamente dalle politiche, è anche possibile esprimere una preferenza. È sufficiente scrivere il cognome (o il nome e cognome) del candidato preferito sulla riga che corrisponde al simbolo del partito nel quale il candidato milita. Molto più semplice, invece, la procedura per il voto relativo a Camera e Senato. In questo caso è sufficiente tracciare una croce o un segno sul simbolo del partito prescelto. Non ci si deve lasciare trarre in inganno dal fatto che i simboli siano raggruppati, sulla scheda, a seconda della coalizione della quale fanno parte. In altre parole, tracciare un segno sull'intera serie dei partiti di coalizione renderebbe la scheda nulla. Ma se il segno dovesse sconfinare su un simbolo adiacente a quello scelto, la legge prevede che «il voto si intende riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso». Per quanto riguarda gli orari, i seggi saranno aperti oggi, dalle 8 alle 22, e domani, dalle 7 alle 15. Terminate le operazioni di voto, inizierà lo spoglio delle schede. Domani, dalle 15, toccherà a Senato e Camera; martedì 26 spetterà alle Regionali.