Sannazzaro e Ferrera, dossier antidiscarica
SANNAZZARO E' allo studio dei Comuni di Sannazzaro e Ferrera un documento unitario in cui si affermano ulteriori elementi di contro-deduzione al rapporto sulla sicurezza stilato dai vigili del fuoco regionali in materia di "compatibilità" tra gli impianti Eni-Est e l'ipotetica discarica per l'amianto alla cascina Gallona, a meno di 200 metri di distanza dai nuovi impianti petroliferi. I due enti locali intenderebbero predisporre una nota, da presentare alla Commissione Tecnica Regionale (Ctr) nell'incontro di giovedì prossimo in Regione, in cui siano evidenziati gli effetti sommatori rappresentati dai rischi dei nuovi impianti Est con quelli della storica raffineria (è in funzione da mezzo secolo) e con le altre aziende del polo Eni quali Eni Power, Air Liquide e la vicina Oxon di Mezzana Bigli. Il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi anticipa: «Alla compatibilità decretata dai vigili del fuoco, tra le pieghe del loro rapporto su Eni Est, certamente approvato giovedì in sede di Ctr, noi contrapponiamo una serie di elementi che fanno cadere i presupposti tecnici per la nascita di una discarica in quella zona, nelle vicinanze dell'Eni. La procedura tecnica che porterà presto allo studio della Valutazione di impatto ambientale (Via) dovrà tenere anche conto delle nostre contro-deduzioni. E' comunque importante che l'atto tecnico non vincoli le scelte strategiche che il futuro consiglio regionale andrà a decidere». Diverse le istanze anti-discarica. Innanzi tutto la presenza attorno al sito della discarica di ben tre condutture sotterranee dirette all'Eni quali un ossigenodotto, un metanodotto e un oleodotto; quindi i gravi problemi legati alle infrastrutture disponibili che vedranno assommarsi altri mezzi pesanti con carichi speciali di amianto in un'area già ad alta densità di rischi. E Maggi aggiunge: «Quindi il problema del bilancio idrico di falda. Se Eni, per i più vari motivi, dovesse cessare gli approvvigionamenti idrici dal sottosuolo (4 milioni di metri cubi l'anno), la prima falda a valle degli impianti salirebbe di livello andando a contatto con il fondo della discarica stessa. Con la raffineria a pieno regime ci sono oggi a progetto due soli metri di differenza tra la quota di prima falda ed il fondo-discarica. Ed il contatto falda-discarica determinerebbe un autentico disastro naturale». Paolo Calvi