Erasmus, elezioni fai da te
ROMA Urne «negate» agli studenti di Erasmus? E loro votano lo stesso. Si è ufficialmente aperta la giornata elettorale «autorganizzata» e «autogestita» dagli italiani non residenti all'estero che - esclusi dal decreto legge 223 del 18 dicembre 2012 - hanno aderito ad una campagna dall'evidente valore simbolico: il loro voto non ha, ovviamente, alcun valore legale ma esprime bene la voglia di partecipare ad un momento fondamentale della vita democratica del paese. Partendo da un nucleo iniziale di adesioni che comprendeva 11 paesi, l'iniziativa - nata sui social network - ha finito con il coinvolgere ben 24 città, di cui 23 europee.I giovani di Erasmus votano dunque ad Amsterdam, Berlino, Bratislava, Bruxelles, Cork, Dublino, Edimburgo, Lisbona, Londra, Madrid, Marsiglia, Monaco di Baviera, Parigi, Porto, Salamanca, Siviglia, Tarragona, Tubinga, Valencia, Valladolid, Varsavia, Vigo/Pontevedra/Ourense/Santiago e York: il comitato elettorale di Casablanca, in Marocco, si è aggiunto la notte di venerdì, quello di Tubinga addirittura ieri mattina. Per motivi organizzativi i seggi di York, Amsterdam, Cork, Dublino e Madrid hanno svolto le operazioni di voto nei giorni scorsi, mentre ieri erano operativi i comitati elettorali di Berlino, Bratislava, Londra, Monaco, Parigi, Porto, Tarragona, Valladolid e Varsavia. L'intera tornata elettorale può essere seguita in diretta su Twitter seguendo l'hashtag #iovotolostesso.