«Votavamo il Pd, ma ora basta turarsi il naso»

di Annalisa D'Aprile wROMA Gli elettori ventenni alla prima esperienza elettorale votano Grillo, o meglio il Movimento 5 Stelle, perché parla un linguaggio che capiscono (e non il politichese). E di giovani nella piazza romana di San Giovanni, dove il comico genovese ha chiuso la sua campagna tsunami, ce ne sono davvero tanti. Ilaria, 22 anni, studentessa romana, è in piazza con delle amiche e racconta che una sera ha sentito uno dei comizi di Grillo in tv e, incredula lei per prima, si è voltata verso la madre dicendole: «A ma' questo sì che parla come noi». Gli elettori più scafati, quelli dai 30 ai 50 anni votano il movimento dei grillini per protesta, scoraggiati da tutto quello che c'è dentro e intorno alla politica scelgono "il meno peggio". Ma nella stessa fascia di età di questi elettori ci sono anche quelli convinti dal M5S, perchè pensano che sia arrivato il momento di cambiare. «Non se ne può più di turarsi il naso e votare» dice Isabella, 58 anni. Poi ci sono gli indecisi, di un po' tutte le età, venuti a sentire il leader del M5S per chiarirsi le idee a 48 ore dal voto. Ma c'è qualcosa che accomuna molti, praticamente i due terzi, dei presenti: prima di queste politiche votavano Pd o, comunque, il centro sinistra. È questo il dato più eclatante: ecco da dove sembra arrivare il bacino di nuovi elettori del movimento. Sono le 17, la storica piazza del primo Maggio si sta riempiendo, Grillo arriverà solo dopo quattro ore. Intorno alle 19 la piazza e le sue strade di accesso sono colme di gente. «Siamo 50mila» urla dal palco uno degli attivisti, poi dirà «siamo 80mila». Il clima è tranquillo, l'attesa pacifica e lenta nonostante una pioggerellina insidiosa e persistente. Non ci sono bandiere, quello fondato da Grillo del resto non è un partito. Al massimo tra la folla i "già convinti" indossano la spilletta con il simbolo del M5S. «Sono qui per curiosità» dice Silvio, 76 anni, elettricista in pensione di Anagni. «Prima votavo Pd - continua - ma ora vorrei solo mandare via quelli che ci sono. E sì, sono un indeciso, non so se votare il movimento di Grillo o Monti». Antonia e Antonio, 27 anni lei, 36 lui, sono abruzzesi e sono venuti da Lanciano per senire l'ultimo comizio dello tsunami tour. «Prima votavamo a sinistra - racconta Antonia, impiegata, mentre il suo fidanzato ora è disoccupato - ma non siamo mai stati troppo convinti. Ora lo siamo: voteremo il M5S». Federica ha 18 anni, è di Reggio Calabria e voterà per la prima volta domani: «Grillo, senza dubbi». E come la mettiamo con l'inesperienza dei candidati che approderanno in Parlamento? «Perchè quelli che avevano esperienza sono riusciti a fare qualcosa di buono?» domanda Antonia, 20 anni, studentessa di giurisprudenza. «Non c'è l'università della politica» dice Lorenzo, 32 anni, di Milano, anche lui grillino convinto con un passato da votante del Pd. «E comunque - aggiunge Lorenzo - i candidati del M5S stanno facendo dei corsi di diritto pubblico, quindi si stanno preparando». «È meglio che non abbiano esperienza - spiega Anna, 44 anni, di Cesena - sono persone come noi, sanno quali sono i problemi reali del Paese». Alberto ha 25 anni, viene da Cesenatico, e dopo aver votato «il meno peggio», ha deciso di entrare nel movimento insieme ad un gruppo di amici. Perchè? «Per cambiare le cose» dice sorridendo. Parte un coro, lo slogan di questa campagna elettorale: «Tutti a casa, tutti a casa». Patrizia, 57 anni, dipendente del ministero dello Sviluppo economico è indignata: «Non voglio più mettere la croce e votare un indagato». Il marito di Patrizia, Pierluigi, ha sempre votato per Fini: «Ha avuto mille occasioni per smarcarsi dagli altri, non lo ha fatto. Questi candidati non hanno esperienza? Meglio, basta che siano onesti». Tra la folla tre ragazzi, sotto i 30 anni, devono essere grillini estremisti: prendono alla lettera quello che dice il loro leader (non parlate con i giornalisti) e si voltano dall'altra parte. Un vero esempio di fedeltà. ©RIPRODUZIONE RISERVATA