Linarolo, discarica di amianto nei boschi del Parco del Ticino

di Giovanni Scarpa wLINAROLO Decine di lastre di amianto abbandonate nel bosco, vicino ad un fontanile alimentato da acqua sorgiva. E a dua passi dal Po. La discarica è stata scoperta l'altro giorno e subito è scattato l'allarme. Anche perchè il rischio, ora, è l'inquinamento della falda. «Non sappiamo in realtà da quanto tempo fosse lì» spiega il sindaco Pietro Scudellari che ieri ha fatto un sopralluogo con la Protezione civile per rendersi conto di persona della situazione. Anche la rimozione ora sarà un problema, visto che l'eternit è spezzettato, quindi ancora più pericoloso. Dovrà ora essere una ditta specializzata a provvedere alla rimozione. Degli inquinatori sono rimaste solo le tracce degli pneumatici sul sentiero. Qui siamo in pieno Parco del Ticino. Ci sono divieti ovunque. Compreso quello di transito. «Ma senza una sbarra o un cancello è una battaglia persa» commenta sconsolato Scudellari. Il furgone ha percorso infatti pochi metri di strada sterrata per raggiungere la località Tombone. Gli inquinatori hanno scaricato poi nel fosso il pericoloso materiale. Quindi se ne sono andati del tutto indisturbati. I sospetti si addensano sulle imprese edili della zona. Solo chi lavora in questo settore, infatti, poteva fare a pezzi un tetto di amianto e gettarlo in un bosco. La cosa è nota: ci sono decine di piccole aziende che rimuovono eternit dai tetti pur senza averne qualifica e autorizzazione, ma a costi abbattuti anche del 60/70 per cento. Non potendo conferire nelle discariche apposite il materiale proprio perchè prive di autorizzazioni le scaricano in campagna. «Questa zona è ormai un immondezzaio, ma mai erano arrivati a scaricare amianto a due passi da Po» sottolinea il sindaco di Linarolo.La situazione nei boschi del Parco del Ticino in questa zona è desolante. Accessibile da più punti dalla provinciale grazie a numerose stradine sterrate che vengono inghiottite dalla vegetazione, i boschi di Linarolo sono ormai disseminati di discariche più o meno grandi. Mattoni, secchi, barattoli. Tutti indizi che portano quasi sempre a imprese edili. Ma c'è anche qualche materasso e sacchetti di plastica. Non è la prima volta che rifiuti pericolosi vengono abbandonati in questi boschi nel cuore del Parco del Ticino. Ad ottobre cinque fusti sospetti vennero trovati nella zona del Ponte della Becca. I risultati dell'Asl sulle sostenze contenute non sono ancora state rese note. Di certo per il Comune di Linarolo c'è una nuova spesa per lo smaltimento: 3 mila euro ad ottobre per i bidoni, altrettanti ora per rimozione dell'amianto. «Alla fine pagano sempre i cittadini – conclude Scudellari –. Per questo li invito a segnalare auto o furgoni sospetti».