Senza Titolo

Caro direttore in gennaio mi sono recata a Genova utilizzando Trenitalia. Al ritorno, presso la biglietteria di Genova, faccio il biglietto Intercity per Pavia, ma mi accorgo, al momento di obliterare il biglietto, invece che per Pavia è stato emesso un biglietto per Milano. Mi reco alla biglietteria e faccio presente l'errore. No problem , mi dice l'operatore, le rifaccio il biglietto per Pavia, ma non posso renderle i tre euro. Per recuperarli le faccio un biglietto regionale sulla tratta che vuole lei, valido per due mesi, pagando la differenza e recuperando i tre euro pagati. Ma se decido di usare l'Intercity posso? chiedo all'operatore. Certo, è la sua risposta, paga solo il supplemento. Va bene, a Genova ci tornerò, perciò mi sembra una soluzione valida. Sabato 17 febbraio decido di partire per Genova (Intercity delle ore 9.35) e utilizzare il mio biglietto. Alla biglietteria di Pavia, però, mi dicono che non è possibile. A Genova mi hanno detto una cosa sbagliata. Vado dall'incaricato dell'assistenza clienti, ma niente da fare. A Genova hanno sbagliato. Se voglio partire devo fare un altro biglietto. Faccio il biglietto per Genova. Sul treno chiedo al controllore spiegazioni e la sua risposta è "non capisco perchè non hanno voluto farle il supplemento" . Al ritorno da Genova sono tornata presso la biglietteria di Pavia per chiedere spiegazioni. Mi sono sentita dire che il controllore fa il suo mestiere (controlla), mentre loro emettono i biglietti. In conclusione non ho risolto niente. E' possibile che non si riesca mai ad ottenere risposte uguali da parte della stessa azienda? Lettera firmata Una bella storia degna del miglior Kafka, non c'è che dire. Tuttavia, per vedere di arrivare ad una risposta univoca cui lei possa appellarsi per avere ragione dei tre euro spesi in più, non mi resta che girare il suo interrogativo a Trenitalia che so essere nostro assiduo lettore. E questo perché con assidua puntualità la Provincia pavese cerca di dare conto del mondo complicato e faticoso del viaggiare in treno di cui ben sanno le migliaia di pendolari che vanno e vengono dalla provincia di Pavia ogni giorno dell'anno. Chiediamo dunque a Trenitalia di sciogliere i suoi dubbi. p.fiorani@laprovincia pavese.it