Crisi, nuovo tonfo della Borsa
MILANO Seduta pesante a Piazza Affari, maglia nera in Europa col Ftse Mib che termina ai minimi della giornata (-3,13%) sulla soglia dei 16 mila punti. In una giornata di generale debolezza sui mercati, anche per i dati congiunturali non convincenti nell'Eurozona e negli Usa, il listino milanese, dove il peso delle banche è maggiore che altrove, ha risentito del calo dei titoli degli istituti di credito, legata al nuovo allargamento degli spread a 293 punti. Sullo sfondo, l'incertezza in vista delle prossime elezioni, che penalizza un pò tutti i settori (la peggiore è Mediaset) tanto che nel paniere principale l'unica in rialzo è Parmalat. Giù le banche. Brutta giornata per i bancari con Unicredit (-4,3%) finita anche in asta di volatilità. Nel finale fanno peggio Ubi (-5,15%), Bper (-4,89%) e Mps (-4,3%) in attesa del Tar sui Monti bond. Giù Fiat. Il Lingotto scende ai minimi delle ultime sei settimane (-4,14% con Exor (-4,17%) e Industrial (-3,45%), male anche A2a (-4,9%), meglio del listino Finmeccanica (-2,09%). Parmalat positiva su attesa dividendo. L'attesa per un extra dividendo aiuta Parmalat. Kepler si aspetta una cedola di 0,05 euro per azione ma dice che potrebbe arrivare anche a 0,1 euro. Svetta Ti Media. Vendite su Mediaset (-5,71%) dove diversi fondi hedge, non da oggi, hanno posizioni corte. Intanto l'ipotesi che, per consentire a Cairo (+0,43%) di acquistare La7, Telecom (-3,79%) cancelli il debito verso la controllata Ti Media (+7,08% a 0,18 euro), spinge la società televisiva. Secondo Intermonte il titolo potrebbe valere 0,20 euro se il gruppo Ti Media dopo lo stralcio del debito e la cessione La7 non avrà più debito. Economia europea in caduta libera. A condizionare i mercati non è stata solo la battuta d'arresto inattesa per servizi e manifatturiero dell'Eurozona ma anche le minute della Federal Reserve, che hanno mostrato una banca centrale divisa, con molti membri del direttivo propensi a interrompere prima del previsto il piano di acquisto di asset da 85 miliardi di dollari al mese avviato per stimolare l'economia. L'indice Pmi sull'Eurozona calcolato dall'istituto Markit è sceso a 47,3 punti a febbraio dai 48,6 punti di gennaio. Essendo sotto i 50 punti, la lettura segnala un proseguire della fase di contrazione dell'attività. Gli analisti avevano previsto un lieve incremento a 49 punti.