«Riabilitazione pronta al salto di qualità»
VOGHERA Valigie in mano alla Riabilitazione specialistica. Entro l'anno dovrebbe concretizzarsi il trasferimento dalla vecchia, vetusta ala dell'ospedale di Voghera ai nuovi padiglioni sul lato di via Carlo Emanuele, ormai quasi completati. Il primario, Mauro Gorini, non vede l'ora: «La nuova sistemazione – sottolinea – garantirà un deciso salto di qualità in particolare dal punto di vista logistico e organizzativo». Basti pensare che il reparto occuperà un solo, rispetto ai due attuali, il che consentirà assetti più razionali, oltre che un risparmio di energie e di risorse. I numeri di Riabilitazione? «Lo scorso anno i pazienti ricoverati sono stati 381, con una leggera flessione rispetto al 2011 – spiega Gorini, che si è formato al San Matteo e da otto anni è a Voghera – Diciamo che siamo attorno a una media di 400. I posti letto disponibili sono 24, con un indice di saturazione (il rapporto fra letti e pazienti presenti) vicino al cento per cento». Quali iniziative avete in programma? «Sta per partire il Piano diagnostico terapeutico sulla osteoporosi severa, in collaborazione con gli ortopedici, internisti e fisiatri dell'Azienda ospedaliera. Punta a uniformare i criteri con cui trattare questa patologia. Nel frattempo, abbiamo avviato la riabilitazione neuropsicologica, servizio molto utile soprattutto nel caso dei traumi post-incidenti». Il vicino ospedale di Tortona sembra destinato a un parziale ridimensionamento. Siete pronti ad accogliere, eventualmente, pazienti "in fuga" da quella struttura? «Direi proprio di sì. Del resto, un ospedale come quello di Voghera deve proporsi come punto di riferimento per un territorio e un bacino di utenza che non termina, necessariamente, al confine fra due regioni». Progetti per il 2013? «Ce n'è uno al quale teniamo particolarmente, lo sviluppo della riabilitazione urologica-ginecologica da realizzare attraverso una stretta sinergia con i reparti di Urologia e di Ostetricia e ginecologia. Speriamo di riuscirci, sarebbe un bel colpo. Una realtà già concreta è invece tutta la macro-attività complessa (Mac) che riguarda quei pazienti che pur non necessitando di ricovero ospedaliero, devono essere seguiti in modo più approfondito rispetto a una semplice visita ambulatoriale». Si conosce già la collocazione del reparto nei nuovi padiglioni? «In linea di massima sì. Dovremmo essere al piano di mezzo con sotto Neurologia e sopra Medicina». (r.lo.)