Boffo: «Il papa lascia per gli scandali»

di Fiammetta Cupellaro wROMA Il dossier «Vatileaks» che ha svelato a Benedetto XVI i veleni e le lotte della Curia firmato dai tre cardinali ultraottantenni Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi potrebbe non essere più top secret. Prima di lasciare il Vaticano, papa Ratzinger, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe togliere il segreto pontificio alla relazione che gli è stata consegnata dai tre saggi prima di Natale e che lo avrebbe convinto alla «rinuncia». Ma ieri padre Federico Lombardi, portavoce vaticano ha dettato la linea della Santa Sede invitando alla prudenza. «Non aspettatevi commenti, smentite o conferme di quanto viene detto su questo tema» ha annunciato durante il consueto incontro con la stampa. Ma la tensione per il dossier all'interno della Curia resta alta. In quelle 300 pagine emergerebbe non solo una rete di potere divisa per congregazioni religiose e origine geografica, ma si parlerebbe anche di «improprie influenze» e addirittura di una lobby accomunata dall'orientamento sessuale. Soldi, potere e sesso dunque. «Le divisioni che deturpano il corpo della Chiesa» come ha detto Benedetto XVI in un passaggio dei sui ultimi discorsi. E c'è chi, commentando le indiscrezioni circa il peso del dossier dei tre cardinali, lancia l'appello a «porre fine ad una gestione del potere che può scandalizzare gli ultimi e gli umili». E' l'ex direttore di Avvenire e attuale responsabile di Tv2000, Dino Boffo che ha fornito una sua interpretazione della rinuncia del Papa. «Benedetto XVI credo abbia sofferto molto per le divisioni interne alla Chiesa e soprattutto quelle interne alla Santa Sede. Gli è toccato in sorte ciò che non era toccato a nessuno prima». E ancora. «I tre cardinali incaricati dal Papa sono figure di primissima grandezza – ha proseguito Boffo – e la loro opera ha aiutato il Papa a capire cosa è accaduto. Io penso che la Santa Sede debba liberarsi del vizio infame delle lettere anonime senza firme e mittenti. Dobbiamo prendere sul serio gli inviti che il Papa ha fatto alla pulizia». Intanto i cardinali si preparano al Conclave. Riguardo alla possibilità che Benedetto XVI possa firmare il provvedimento del «Motu proprio» e anticipare così l'apertura della Cappella Sistina agli «elettori», padre Lombardi ieri ha precisato che «nessuno, nemmeno autorevole, può dire oggi quando comincerà il Conclave». Ha poi parlato di «possibili ritocchi» che potrà apportare il Papa, ma che «non riguardano certo un cambiamento nella sostanza». La decisione sulla data del Conclave sarà comunque questione di giorni. Domani, il Papa finirà gli esercizi spirituali per la quaresima e tornerà ai suoi impegni pubblici. Gli ultimi. Alle 11 vedrà per un'udienza privata il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poi domenica celebrerà il suo ultimo Angelus in piazza San Pietro. Intanto, sono già 30mila le richieste presentate al Vaticano per assistere all'udienza generale di Benedetto XVI mercoledì 27 febbraio quando alle 10,30, a 24 ore dalla fine del suo pontificato, saluterà la folla in piazza San Pietro. Poi, giovedì 28 alle 11 nella sala Clementina incontrerà tutti i cardinali. Nel pomeriggio, prima di dirigersi verso l'eliporto della Santa Sede (evento ripreso in diretta dalle 16,45) nel cortile di San Damaso saluterà il segretario di Stato Tarcisio Bertone. Sarà lui l'ultimo a vedere Benedetto XVI prima che si trasferisca a Castel Gandolfo e tornare a vestire solo gli abiti di Joseph Ratzinger. ©RIPRODUZIONE RISERVATA