Volpi abbattute, le analisi: «Malato solo un esemplare»
GROPELLO Su tredici animali, quattro presentavano lesioni cutanee sospette. Di questi quattro, una sola volpe è risultata affetta da rogna sarcoptica, un genere di rogna di cui è responsabile un acaro trasmissibile a tutti i mammiferi, incluso l'uomo. Questi gli esiti trasmessi all'Asl e alla Provincia dall'istituto zooprofilattico di Brescia dove sono state eseguite le analisi sulle volpi abbattute a fine gennaio tra Gambolò, Gropello e Garlasco. L'allarme per un'eventuale diffusione della rogna era stato lanciato dai cacciatori per voce del presidente di Italcaccia Pierfelice Begliossi dopo l'abbattimento di quattro esemplari con evidenti screpolature sul dorso. Secondo i veterinari dell'Asl di Pavia, quell'unica volpe malata non basta a giustificare l'emergenza, né l'adozione di particolari misure di intervento diverse da quelle precauzionali standard. «La situazione è nella norma – hanno confermato i veterinari Asl – Non c'è di che preoccuparsi. Il consiglio è sempre quello di usare i guanti quando si raccolgono questi animali, e pure i contenitori idonei se bisogna spostarli». E' stata esclusa anche la possibilità che le persone vengano contagiate dal parassita entrando in contatto con i ciuffi di pelo persi dalle volpi. Non ci sono rischi per l'uomo anche secondo il parere della Provincia. Dagli uffici di via Taramelli hanno ripetuto che «la situazione è nella norma: su quattro animali malati solo uno aveva l'acaro, gli altri tre presentavano dermatiti ed altri tipi di rogna». I cacciatori chiedono si faccia qualcosa. «Ci aspettiamo che gli enti competenti intervengano – il parere di Begliossi – Chiediamo che la caccia alla volpe venga autorizzata anche in altri periodi dell'anno e nelle zone dove la caccia è vietata». In un anno le volpi sono aumentate del 15%, le lepri sono quasi scomparse, mentre le nutrie, sia pure diminuite del 10%, continuano ad essere considerate una presenza invasiva. Il censimento dell'area faunistica della Provincia ha tracciato un quadro della fauna selvatica in Lomellina a meno di un mese dalla chiusura della caccia alla volpe. Simona Bombonato