Tremila persone in piazza per ascoltare Beppe Grillo

di Marianna Bruschi wPAVIA «L'avete fatta l'autostrada? Sono dieci anni che vengo qui e sento parlare di questa Broni-Mortara. Sono andato a Broni e mi hanno detto "Ma cosa ci vado a fare a Mortara?" e allora basta». Beppe Grillo colpisce subito sul tasto dolente della provincia di Pavia, la nuova autostrada. E strappa il primo dei tanti applausi che scandiscono il suo comizio in piazza della Vittoria. Ci sono almeno tremila persone davanti al palco, ancora ne arrivano a comizio iniziano. Sono pavesi, ma anche gente da Milano, Lodi. Hanno dai venti ai settanta e condividono la rabbia del leader del Movimento 5 Stelle. «Pavia è una città spenta, l'Italia è un Paese spento ed è da qui che dobbiamo ripartire – dice Grillo alla folla – dai posti piccoli, perché sto girando tante città e lo vedo: ci stavamo spegnendo». Grillo parla di tagli da fare, di risorse da recuperare. «Io me le ricordo le vostre facce agli spettacoli, mi dicevate "Parli bene, ma come facciamo a fare quello che dici?". Ora la strada per cambiare c'è: siamo la prima forza politica di Italia». Punta sul lavoro Grillo: «Oggi un manager prende 1500 volte più del suo operaio, noi metteremo una forbice uno a 12. E faremo il reddito di cittadinanza: se perdi il lavoro lo Stato ti mantiene, ti offre tre lavori e se li rifiuti allora perdi il sussidio». Un miliardo da tagliare ai rimborsi ai partiti, alle spese del Presidente della Repubblica. Accorpamento dei Comuni sotto i 5mila abitanti, e abolizione delle province. «Loro hanno fatto solo delle finte – urla Grillo – non le hanno tagliate perché hanno i loro dentro le province, noi non abbiamo nessuno». Grillo parla anche del Papa e delle sue dimissioni: «Si è reso conto che le cose sono cambiate – dice il leader del Movimento 5 Stelle –. Ha provato a fare due tweet e si è accorto che c'erano milioni di persone che volevano parlare con lui». Chiede cose che in altri Stati sono ovvie: strumenti per la scuola, basta zaini che pesano decine di chili sulle spalle dei nostri figli. La potenza della Rete. È lo strumento di Grillo. Mentre a Pavia la gente lo ascolta al freddo ci sono 8500 persone che lo guardano in streaming su internet. Urla esempi dall'Europa: la Francia che regala tablet ai bambini. «Voglio uno stato che si riprenda con effetto retroattivo tutti i soldi che ha dato alle scuole private – dice Grillo – il settanta per cento del pil della Lombardia sono gli ospedali. I dirigenti ce li mettono i politici. Siete una Regione ospedalizzata, puntano sulla malattia ma la salute è non ammalarsi». Ne ha anche per l'Europa Grillo: «Se restare nell'euro lo decideranno gli italiani con un referendum». La voce di Grillo si sente anche oltre la piazza: è la rabbia sua e di chi lo ascolta.