Chiude il Festival marcia trionfale per Luciana

di Alessandro Cecioni wINVIATO A SANREMO Sì, una marcia trionfale, come quella di Verdi. Questo è stato il 63° Festival di Sanremo. Negli ascolti da record, prima di tutto. «Forse abbiamo esagerato – confida Giancarlo Leone, direttore di Rai1 - ora ci si asspetterà di migliorare ogni anno». Ma è altro questo Festival. «E' la prestazione da incorniciare di Luciana Littizzetto – come dice Fabio Fazio - grandissima». La cavalcata delle valchirie di Wagner che apre l'ultima puntata, con l'orchestra sinfonica di Sanremo diretta da Daniel Harding, sembra una consacrazione a Luciana. «Avete portato sulla scena del Festival una famiglia italiana», azzarda qualcuno. Ma non è Casa Vianello questa, è la «contemporaneità» invocata ogni giorno da Leone, è il mix fra ironia e cultura che è diventata negli anni la cifra di Fazio e che Leone, finalmente direttore di Rai1, ha voluto a ogni costo. Anche la quarta serata, quella della nostalgia, ha stracciato gli ascolti della super edizione di Gianni Morandi. 13 milioni e 36mila spettatori, 47,55% di share nella prima parte, 52,68% di share e 6 milioni e 597mila spettatori la seconda. Ascolto medio di 11 milioni e 538mila spettatori, 48,17% di share, ovvero 6 punti percentuali in più rispetto al 2011. 16 milioni e passa per il ritorno sulla scena dei quattro dell'apocalisse, i «figli di» del 1989. Picco di share con Pippo Baudo. Morandi si congratula con un messaggio a Leone, Fazio ringrazia pubblicamente. «Da tempo andavo dicendo che c'era bisogno di una scossa per Rai1, non si può che partire da qui. E' un piccolo passo, molti altri ne dovremo fare», dice. A chi gli chiede se Fazio stia per passare alla sua rete ripete «io sono scaramantico, al Festival del 2014 penserò da marzo, così come ho fatto lo scorso anno». Fazio sembra smarcarsi. «Chiudo qui e torno sulla terra», dice. Poi scherza: «Torno a Che tempo che fa, nella tv in bianco e nero, la carrozza di Luciana ridiventa una zucca». Poi però si fa serio: «Ci vuole un tempo di decantazione, capire se c'è il tempo del racconto. Certo parlare a milioni di persone è bellissimo, lo farei tutti gli anni. Ma per rispettare il pubblico bisogna avere qualcosa da dire. La gradazione del racconto è questa». Tempo di bilanci. Rifarebbe quel numero di Crozza? E non pensa per caso che sarebbe stato meglio iniziare con Bersani? «E' un bruttissimo segnale che si ponga la questione in questi termini, che ci si chieda se un comico debba iniziare in un modo invece che in un altro. Credetemi. E, sì, ho fatto il festival che volevo». Festival in pareggio, svela la Rai, con le spese coperte dagli sponsor, dalla pubblicità, dal televoto. «Festival del tempo di crisi, quello che gli italiani volevano vedere», dice la top model Bianca Balti, svelando doti che in altri tempi, di «vallette gnocche», come direbbe Luciana, stupirebbero, ma non più oggi. Si parte con la musica dei quattordici in gara, il premio della critica «Mia Martini» che la stampa assegna alla «Canzone mononota» di Elio e le Storie Tese. E' passata mezzanotte quando si proclama il vincitore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA