Liceale al rave party Storia per spiegare il rischio dipendenze

STRADELLA Francesco (il nome è di fantasia) è un giovane ragazzo, studente modello di un liceo pavese, che decide, in occasione della festa di Capodanno, di partecipare ad un rave party sulle rive del Po a Torino. Viene ritrovato qualche giorno più tardi, in pieno stato confusionale, smemorato, e viene riportato alla famiglia, che subito lo fa ricoverare in ospedale e poi, da lì, in una comunità di recupero. Da questa storia, realmente accaduta, è partita, venerdì sera, la dottoressa Rosamaria Sensale, medico psichiatra presso l'Ospedale civile di Voghera, per parlare delle dipendenza da sostanze, all'interno dell'incontro «Il labirinto delle dipendenze». La serata, organizzata dalla Fondazione «San Germano» onlus di Varzi e Comunità «San Pietro» di Voghera, era inserita nel progetto "In-dipendenza", promosso dal Comune di Stradella. Erano presenti i ragazzi delle terze medie dell'istituto comprensivo di Stradella. Facendo il paragone con il mito classico del labirinto di Teseo e Arianna, la dottoressa Sensale ha parlato della dipendenza da sostanze come un vero e proprio labirinto, da cui si riesce ad uscire solo tramite un "gomitolo", ovvero la conoscenza di tutte le informazioni necessarie per non caderci dentro. «L'indipendenza - ha spiegato - è un messaggio fortissimo da rivolgere ai più giovani, che devono sapere distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male».