Tangenti, scontro Monti-Berlusconi

ROMA «Con il rinnovamento che abbiamo portato è saltato il tappo che aveva coperto una situazione sempre più insostenibile». A meno di una settimana dal voto, Mario Monti rivendica il merito di aver portato il tema della moralità in primo piano, si presenta come paladino della lotta alla cattiva politica e non nasconde la sua delusione per il marcio che sta uscendo fuori grazie alle inchieste della magistratura. «Mi smarrisco di fronte al moltiplicarsi degli scandali. Certe notizie lasciano l'impressione che forse siamo arrivati alla fine di un'epoca» spiega il Professore, che dice di vedere dietro al moltiplicarsi delle incriminazioni di esponenti della politica e dell'economia « la disgregazione di un tessuto politico e sociale che fa emergere il parallelo con un'altra epoca, Tangentopoli» e poi attacca Berlusconi. «Cialtrone è chi vuole riscrivere la storia del mio governo ma gli italiani hanno memoria» sottolinea Monti che torna su ciò che ha detto due giorni fa e spiega che cialtrone era una parola usata «non nei confronti di un partito ma di una posizione particolare tenuta da esponenti di quel partito (il Pdl ndr)». Una spiegazione che fa andare su tutte le furie Berlusconi, che non accetta di farsi dare del cialtrone e tenta di demolire la credibilità del premier uscente. «La verità è che il professorino Monti non capisce niente di economia» affonda Berlusconi, che prevede un futuro pessimo per il " centrino" («non supererà il 10%») e rilancia il suo vecchio sogno di completare il Ponte sullo Stretto di Messina: «Io credo che sia folle continuare a porre ostacoli ad un'opera che potrebbe cambiare il volto di un'intera regione. Ovviamente, quando torneremo al governo, l'opera ripartirà...». Ma il Cavaliere parla anche di giustizia e lo fa rilanciando l'idea dell'amnistia («Le carceri fanno schifo») e proponendo di introdurre nel nostro ordinamento lo strumento della cauzione: «Vogliamo evitare che i cittadini che non hanno subito una sentenza definitiva possano finire in carcere». Ma i riflettori si sono accesi anche su Beppe Grillo, che questa sera approderà in tv per la prima volta nella campagna elettorale, intervistato su Sky tg 24, e che ieri a Torino, in una piazza Castello che da decenni non si vedeva così gremita, ha fatto salire sul palco il leader dei No Tav, Alberto Perino, e poi ha continuato la sua personalissima guerra contro il partito di Bersani. «Per il caso Mps bisogna mettere sotto inchiesta tutti i vertici del Pd dal 1995 ad oggi» accusa il leader del M5S, che polemizza con giornali e Tv che, a suo dire, non darebbero giusto spazio al suo movimento e si proclama come il vincitore delle elezioni di domenica prossima: «Vinciamo con un botto solo, oppure mandiamo un centinaio di ragazzi per aprire il Parlamento come una scatola di tonno. Ci vediamo il 26 febbraio. Rideremo una giornata». L'ex comico genovese impedirà a Bersani di vincere le elezioni? La partita si gioca in Lombardia. «Alla Regione io perdo e vince Ambrosoli di un'incollatura mentre al Senato vince il centrodestra e il premio di maggioranza andrà a Berlusconi. Noi, però, saremo decisivi per il governo» prevede il candidato di Monti al Pirellone, Gabriele Albertini.(g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA