«Non è più a Pavia per evitare clamori»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA «Don Gabriele non c'è. E' lontano da Pavia, si aspettava che scoppiasse un po' di clamore e ha preferito andarsene per un po'». All'oratorio di via San Giovanni Bosco nessuno cade dalle nuvole, ma il silenzio è più opportuno. Il telefono cellulare dell'economo dei Salesiani, don Gabriele Corsani, è staccato. Un volto noto a Pavia quello del sacerdote quarantacinquenne arrivato cinque anni fa da Milano dove non faceva nulla per nascondere la sua amicizia con Silvio Berlusconi. Un legame raccontato anche dalle fotografie con cui ha tappezzato ogni angolo del suo studio all'interno dell'istituto salesiano pavese. E' lui che ogni tanto radunava i ragazzi del collegio universitario, prendeva i biglietti del treno e li portava in visita a Roma dall'amico Silvio. E che, si racconta, avrebbe messo in contatto "in diretta" telefonica l'ex premier e il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. «DonGa, hai il numero di Cattaneo? E' un po' che penso di chiamarlo» gli avrebbe detto Berlusconi incontrandolo nello Sky Lounge di San Siro, a Milano, il 4 dicembre 2012 durante la partita Milan-Zenit. Don Gabriele era allo stadio a seguire il Milan con dieci ragazzi del collegio pavese. Un prete moderno, che ama stare tra i giovani. Il 2 luglio 2012 ha portato i suoi ragazzi al party degli universitari al CampusAquae: «Per noi è importante farli divertire una volta all'anno in maniera sana, senza alcol. Siamo un collegio che va un po' controcorrente». Don Gabriele ha un profilo su Facebook. E la sua anima rossonera esce dalla fotografia scelta come sfondo del suo profilo, quella scattata con Kakà e il pallone d'oro. Prima di approdare a Pavia, come responsabile dell'Economato dell'istituto salesiano di via San Giovanni Bosco, don Gabriele era stato a Sesto San Giovanni. E proprio da lì provengono le accuse.