Ior, von Freyberg il nuovo presidente Ratzinger dice sì
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il papa tedesco lascia la scena, entra in campo il banchiere tedesco. Nove mesi dopo la rimozione di Ettore Gotti Tedeschi, sfiduciato nell'infuriare dello scandalo Vatileaks con l'accusa di inefficienza, «perché non era concentrato sul suo lavoro», il Vaticano ratifica la scelta del suo successore alla guida dello Ior, l'Istituto per le opere religiose. Ernst von Freyberg, 55 anni, avvocato di origini nobili e di solida formazione finanziaria, membro dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta e chairman dello storico gruppo navale di Amburgo Blohm+Voss Group, è il nuovo presidente. È stato individuato dalla Commissione cardinalizia in una rosa finale di 3 candidati, dopo che i cacciatori di teste della società Spencer e Stuart di Francoforte avevano selezionato quaranta nomi, poi ridotti a sei. «Il papa ha espresso il suo pieno consenso alla decisione» dice il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sottolineando che non si tratta di una nomina che attiene al pontefice e che la scelta è stata fatta in modo «trasparente e senza contrasti dal parte dei cardinali» della commissione. «Molti parlano di tensioni, di lotte di potere, ma spesso in queste decrizioni – sottolinea – si va al di là della realtà. Si tratta di capire e rispettare le differenze, questo non significa che ci siano lotte mortali». Quattordici giorni prima dell'inizio della sede vacante, senza che ragioni di opportunità abbiano fatto preferire uno slittamento («È un organismo che non riguarda il governo della Chiesa nel mondo» sottolinea Lombardi), viene ufficializzata una nomina frutto di «un percorso meticoloso», portato avanti con l'assistenza «di una agenzia indipendente», in cui però sembra pesare ancora una volta la volontà del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, presidente della Commissione di vigilanza che, nei prossimi giorni, sarà interessata a un avvicendamento. A lasciare dovrebbe essere il cardinale Attilio Nicotera, promotore della trasparenza finanziaria, che dovrebbe essere sostituito con Domenico Calcagno, presidente dell'Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica). Non è escluso che venga sostituto anche il cardinale Jean-Louis Tauran. Il Vaticano conferma però l'impegno per la piena trasparenza finanziaria per arrivare ad avere la "certificazione" europea di Moneyval, che ha rinviato la promozione della Santa Sede: «C'è una volontà chiarissima di procedere, di rispettare la legalità internazionale». Resteranno invece al loro posto i quattro membri del board dello Ior, in cui "rientra" il presidente ad interim, Leonardo Hermann Schmitz. Appena comunicata, la nomina di von Freyberg alimenta polemiche. È l'attività di del gruppo Blohm+Voss a sollevare perplessità: «Non so se facciano navi da guerra o navi in generale – afferma Lombardi, rispondendo al rilievo di un giornalista – so che von Freyberg organizza anche pellegrinaggi a Lourdes. Amburgo è uno dei più grandi porti d'Europa, da questo a dargli del guerrafondaio non mi pare onesto». È un biglietto a sollevarlo dall'imbarazzo: «Il gruppo non fa più navi, ma solo progettazioni» annuncia. Ma l'esperienza del gruppo nel settore militare è illustrata anche sul sito Internet. Due ore dopo Lombardi precisa: «Blohm+Voss fa parte di un consorzio che costruisce quattro fregate per la Marina tedesca», sebbene l'attività principale riguardi navi da crociera e yacht. Viene corretta anche l'indicazione iniziale, che lasciava pensare a un manager part-time, per tre giorni a settimana: «Resterà chairman di Blohm+Voss, ma lavorerà a tempo pieno per lo Ior». ©RIPRODUZIONE RISERVATA