Gropello, allarme smog «Il traffico va limitato»

GROPELLO Emergenza smog a Gropello: letti i dati dell'Arpa secondo i quali l'aria è più inquinata che in piazza Minerva a Pavia, i cittadini e le associazioni si mobilitano. C'è chi propone di installare due autovelox in via Don Motti e via Marconi, dove già c'è un velok. Poi ci sono i ciclisti che chiedono di promuovere i piccoli spostamenti in bici, con nuovi parcheggi per le due ruote in piazza Zanotti al posto degli stalli per le auto e una via Libertà (tutta) a trenta chilometri l'ora. Infine Legambiente: Angelo Maggioni, portavoce del circolo di Gropello, torna a lanciare l'idea di chiudere il paese ai non residenti tra le 7 e le 8 del mattino e tra le 17 e le 18. Obiettivo comune: adottare misure per fare diminuire il traffico di chi entra in paese pur avendo a disposizione la tangenziale. «Basterebbe mettere altri dossi e due autovelox all'ingresso dal lato dell'autostrada e da Vigevano – dicono alcuni residenti – Più facciamo rallentare, meno i non gropellesi sono incentivati a passare per il centro abitato. A quel punto prendono la tangenziale, che tra l'altro è fatta apposta». Con i test effettuati da metà dicembre a metà gennaio in via Libertà, Arpa ha stabilito che tra le cinque e le sei di sera Gropello è più inquinata di piazza della Minerva a Pavia. Colpa del biossido di azoto (doppio che nel capoluogo), del monossido di carbonio e dei livelli di benzene causati in estrema sintesi dagli scarichi delle automobili. Ieri l'altro l'assessore alla partita Giuseppe Gualtieri ha promesso che studierà rimedi condivisi, e non soluzioni rivoluzionare. Cosa che fa pensare alla posizione dei bar e dei negozi da sempre restii a disincentivare il traffico per paura di perderci. L'associazione "Uomo e territorio pro natura" si è detta disponibile a un incontro con l'amministrazione comunale e le associazioni di categoria. Ma per il momento le sue proposte partono del presupposto che vadano ridotti i piccoli spostamenti quotidiani in auto, oltre che disincentivare il traffico non locale. «Noi proponiamo – spiega Silvia Ferrario dell'associazione – di estendere i 30 km orari a tutta la viabilità urbana, con rilevatori di velocità che alla lunga indurranno le auto a preferire la provinciale esterna. Per quanto riguarda via Libertà, bisognerebbe portarla verso una progressiva pedonalizzazione, ad esempio con una pista ciclabile su entrambi i sensi di marcia, carreggiate più strette con dissuasori, e piazzale di San Rocco dovrebbe essere reso in parte accessibile solo ai pedoni». Il gruppo promotore che per missione è tra l'altro sostenitore del turismo sostenibile, auspica poi piste ciclabili anche in via Roma, via Cairoli, via Vittorio Veneto e vicino alle scuole, mentre in piazza Zanotti chiede meno posteggi per le auto a vantaggio di quelli per le bicclette: «Se le persone non sono più costrette a camminare sulla strada facendosi schivare dalle macchine – riprende Ferrario - si muovono a piedi più volentieri». Anche Legambiente chiederà un incontro al sindaco Giuseppe Chiari. «Da anni siamo per la chiusura dei due ingressi in paese negli orari di punta – tiene a precisare Angelo Maggioni – Solo così chi ha l'abitudine di tagliare in paese pur non abitandoci imparerà a usare la tangenziale. E' costata tanti soldi, almeno serva a renderci l'aria più respirabile». Simona Bombonato