Gli amici si stringono al 19enne in coma dopo una partita

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Nella piccola sala d'attesa della Rianimazione II, al San Matteo, non c'è un posto libero. Gli amici e la fidanzata di Vicenzo Carbonara, il calciatore diciannovenne di Linarolo entrato in coma due sere fa dopo un malore al termine di una partita di calcetto, sono rimasti fuori dalla pesante porta verde per tutto il giorno. Un panino al bar mangiato in fretta e poi hanno ripreso l'ascensore, fino al quarto piano, per tornare dall'amico, attaccante nella squadra del Sant'Alessandro, categoria Juniores. Hanno atteso di entrare nella camera di terapia intensiva in cui il giovane è ricoverato. Uno per volta. Nessuno di loro ha voglia di parlare. A turno hanno infilato il camice, la mascherina e i calzari, dando il cambio alla mamma e al papà di Vincenzo, che seguono con il fiato sospeso l'evolversi della situazione. «I medici sono cauti – spiega il padre –. Ora mio figlio è sottoposto a un coma farmacologico, dopo l'intervento chirurgico, ma speriamo di potergli parlare presto. Siamo fiduciosi». Non si muovono da lì, dalla finestra del quarto piano della palazzina che ospita la Rianimazione e la Neurochirurgia dove il giovane calciatore è stato operato per ridurre l'ematoma da compressione, emerso a distanza di tempo dal momento in cui è stato provocato. Vincenzo si è sentito male lunedì notte nella sua casa di via Marconi a Linarolo, al rientro da una partita di calcetto giocata con gli amici. Un mal di testa fortissimo, nausea e vomito. Poi lo svenimento. Sintomi che potrebbero essere ricondotti a un colpo subìto durante la partita di campionato del sabato pomeriggio tra il Sant'Alessandro e il Gravellona. Nessuno ha dato peso a quel colpo, forse uno scontro di gioco. «E' tornato a casa la sera e stava bene – dicono i genitori – Aveva preso una botta in testa, non sapeva nemmeno come. Ma non aveva segni evidenti». Invece l'ematoma stava crescendo. Vincenzo, ex studente del Cossa, gioca a calcio da quando ha 10 anni. Prima nella squadra del Don Bosco, ora, dopo una sospensione di circa un anno, era tornato a indossare la maglia verde del Sant'Alessandro con cui gioca nel ruolo di attaccante da circa quattro anni.