«Ho aspettato quel fulmine per 40 minuti»
di Giorgio Caruso wROMA Il suo cellulare continua a squillare in continuazione. Lo cercano la BBC, televisioni argentine, giornali svedesi tutti per intervistarlo e fargli la stessa domanda: «Lo scatto è autentico?». «Sì», risponde Alessandro di Meo, trentaquattro anni romano e mezzo sardo che da dieci anni collabora con l'Ansa. E' l'autore della foto simbolo delle dimissioni del Papa. Il fulmine che colpisce il Cupolone ha fatto il giro del mondo, riuscendo così a raccontare con un'immagine uno dei giorni che resteranno nella storia. «Ero in piazza San Pietro come tanti altri mie colleghi - dice Di Meo- per documentare quello che succedeva dopo le dimissioni del Papa. L'idea della foto è nata quando ho iniziato a vedere che nel cielo si formavano nuvoloni pieni di pioggia». E' rimasto per quaranta minuti sotto i portici di S. Pietro attendendo l'attimo fuggente. Alle 17.56 Alessandro riesce a portare finalmente a casa la foto. «Avevo pochissima autonomia per la batteria del mio Pc, così ho mandato immediatamente lo scatto all'Ansa. Dopo qualche minuto la redazione mi ha chiamato dicendomi: «E' vero?». Sorride Alessandro di Meo, perché è riuscito a portare su carta quello che lui aveva pensato. Nella serata di lunedì lo scatto del fulmine del giovane fotoreporter balza su tutte le maggiori testate on line e anche sui social network. «Sono tornato a casa e collegandomi immediatamente alla rete, ho capito che la mia foto stava facendo il giro del mondo: ho provato davvero tanta gioia ma anche un po' di amarezza, perché alcuni mettevano in dubbio l'autenticità del mio scatto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA