I saldi fanno flop vendite precipitate del 12% in un anno

Doveva essere celebrato ieri, ma la neve ha fatto slittare tutto in avanti di una settimana. «Lunedì prossimo in piazza della Vittoria celebreremo un funerale simbolico per tutte le imprese commerciali pavesi – spiega Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti – e inviteremo anche tutti i candidati alle prossime elezioni politiche e regionali, perché di fronte alla sofferenza sempre più pesante del nostro settore la politica sembra sempre più disattenta». di Gabriele Conta wPAVIA Saldi mai così spenti in provincia. Pavia infatti fa peggio della media nazionale, con le vendite che durante il periodo promozionale crollano del 12% rispetto all'anno scorso. Numeri che per qualcuno sono un vero tracollo. «Durante il periodo dei saldi i negozi di abbigliamento fanno oltre un quarto del loro fatturato», spiega infatti Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti. Che invita le istituzioni a ripensare tutto il sistema delle vendite promozionali dell'inverno. A un mese dall'inizio dei saldi, infatti, i dati raccolti dall'associazione di categoria dei commercianti pavesi non sono affatto buoni. Se da un lato la media del calo delle vendite in tutta Italia è stata del 9%, in provincia di Pavia il calo rispetto all'anno scorso sale al 12%. «Rispetto ai saldi del 2012 – spiega ancora Iurilli – il valore medio di ogni scontrino battuto è calato del 20%, scendendo a 92 euro». Numeri che non fanno certo sorridere i commercianti di Pavia e provincia, che speravano di riprendersi da un anno difficile proprio con questi saldi invernali. Quasi tutti i settori infatti hanno sofferto. Tra i crolli più pensanti quello delle giacche e dei cappotti, così anche come le calzature (eccetto gli stivali da donna). E se l'intimo e gli accessori come sciarpe, guanti e borse tengono, l'unico dato in controtendenza è quello dell'abbigliamento e delle scarpe per bambini. «In questo settore registriamo un +3% netto rispetto al 2012», sottolinea il presidente di Confesercenti. «Ma anche qui bisogna sottolineare un particolare che fa riflettere – aggiunge Iurilli – e cioè che per i propri figli le mamme e hanno acquistato taglie più grandi, quasi da voler comprare vestiti che potranno andare bene anche per quando saranno più grandi». Se i saldi sono stati un flop, sottolineano le associazioni di categoria dei commercianti, la colpa è anche delle vendite promozionali che in molte boutique erano partite già dall'inizio dell'inverno. «Con gli sconti pesanti che si sono fatti durante le vacanze di Natale e anche in precedenza, infatti, è venuto a mancare quel senso di attesa che li caratterizzava fino a qualche tempo fa – sottolinea Iurilli –. Senza considerare che se io commerciante sto sempre sotto sconto la redditività della mia ditta diminuisce drasticamente, fino a scendere del 27% in 3 anni». «Bisogna valorizzare di più i saldi – suggerisce infine il presidente di Confesercenti – magari spostandoli a fine gennaio e concentrarli in meno dei 60 giorni attuali, così che tornino ad essere un evento atteso per risparmiare». @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA