Banca gli nega il fido Lui impugna la pistola e spara al direttore

di Enrico Ferro wCAMPODARSEGO Ha infilato la pistola nella tasca del giubbotto, ha chiuso la porta del negozio ed è corso in banca per l'appuntamento con il futuro. Ma evidentemente Luciano Franceschi, 53 anni, commerciante residente a Borgoricco in via Roma 56, indipendentista veneto legato ai Serenissimi, padre di tre figli, il futuro non lo vedeva più da un pezzo: lo sforamento del fido, i tassi d'interesse alle stelle, una cartella di Equitalia che incombe, la moglie mancata dopo un anno di malattia. Dopo un breve colloquio con il direttore della Banca Padovana Credito Cooperativo di Campodarsego il commerciante ha estratto la pistola e da distanza ravvicinata ha sparato due colpi d'arma da fuoco all'addome di Pier Luigi Gambarotto, 62 anni, residente a Santa Giustina in Colle, ex vice presidente della Cassa di Risparmio e ora numero uno dell'istituto di credito dell'Alta padovana. Immobile, con l'arma sempre in pugno, si è fatto bloccare e poi arrestare. Il funzionario di banca invece è stato trasferito d'urgenza all'ospedale di Camposampiero dove è stato operato e dove ora è ricoverato in gravissime condizioni. Alle 23,20 di domenica Franceschi ha scritto una sorta di proclama sul suo profilo Facebook: «È ora! Armatevi (e non solo di buona volontà e sacrificio) e seguitemi! E siate spietati!». In calce, "W San Marco". Dopo un primo colloquio avuto lunedì scorso, Franceschi doveva avere l'incontro definitivo con la direzione della Banca Padovana Credito Cooperativo. Secondo quanto accertato dai carabinieri del reparto operativo di Padova l'imprenditore aveva una esposizione debitoria importante: si parla di circa 300 mila euro. Con il direttore della banca doveva discutere fondamentalmente due questioni: la rinegoziazione dei tassi di massimo scoperto e l'erogazione di un piccolo prestito per pagare una cartella esattoriale in scadenza. Così poco prima delle 11 di ieri mattina ha parcheggiato la vecchia Fiat Panda che un tempo apparteneva alla moglie davanti all'ingresso della sede amministrativa della Banca Padovana in via Caltana 7. È salito al secondo piano e ha raggiunto l'ufficio del direttore Pier Luigi Gambarotto, il quale però gli ha presentato fin da subito una situazione desolante per cui la banca mai e poi mai avrebbe potuto erogare un prestito. Nel corso della conversazione il funzionario dell'istituto di credito avrebbe fatto riferimento anche ai suoi recenti problemi cardiovascolari come ostativi per ottenere un finanziamento. E quando Gambarotto si è alzato per accompagnarlo fuori dalla porta, Luciano Franceschi ha deciso di mettere la parola "fine" al suo personale tunnel fatto di ansie, frustrazioni e paura del futuro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA