Italiani alla guida? Ecologicamente scorretti
di Marco Scafati Pezzo dopo pezzo, il castello di carte costruito sulla presunta sensibilità degli automobilisti verso l'ecologia crolla. Esemplificativo è il caso delle auto ibride e ancor più elettriche, messe agli ultimi posti nella shopping list degli italiani perché considerate troppo costose in periodi di difficoltà economiche come questo. Con buona pace di chi continua a sbandierare l'antinquinamento come l'unica soluzione ai problemi della mobilità, senza curarsi del fatto che ormai non c'è un euro da spenderci sopra. Come se non bastasse, arriva una ricerca del centro studi DirectLine a "smascherare" quella tendenza, di certo malsana e tipicamente nostrana anche in tempi difficili, a non curarsi troppo dell'ambiente che ci circonda. Il risultato è sconcertante perché l'88 per cento degli italiani alla guida non rispetta l'ambiente. Che dire dell'abitudine sempre più diffusa (39%) a lasciare acceso il motore, con relative emissioni nocive, anche quando l'auto è in sosta? O anche di quell'automobilista su 10 che non effettua controlli periodici sulla propria vettura solo perché, come recita testuale la motivazione, «a prima vista appare in condizioni perfette»? Non c'è bisogno di acquistare un'auto ecologica se non si hanno soldi a disposizione, ma di certo si potrebbe fare attenzione a certi comportamenti, quello sì. Ad esempio, un terzo degli intervistati ha visto coi propri occhi uno smaltimento non corretto di lubrificanti usati, magari dopo un cambio dell'olio, mentre un altro 6 per cento ha assistito ad "allegri" lavaggi di auto con prodotti che definire dannosi per l'ambiente è quasi un eufemismo. E spesso la mancanza di sensibilità "verde" va a braccetto con quella d'educazione. Come nel caso di chi getta fuori oggetti dal finestrino di automobili in corsa, sgarbo osservato dal 95% degli interpellati: plastica, cartacce, lattine, cibo, chewing gum, persino pannolini usati. Per non parlare dei mozziconi di sigaretta, che oltre a provocare incendi (soprattutto nella stagione estiva) contengono sostanze inquinanti come nicotina, arsenico, acido cianidrico, catrame e ammoniaca, e impiegano fino a cinque anni per essere smaltiti. Un minimo di attenzione in più, non farebbe altro che bene. ©RIPRODUZIONE RISERVATA