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ROMA «Impossibile - se non per piccole cerchie di nostalgici sul piano teoretico e di accaniti estremisti sul piano politico - sfuggire alla certificazione storica del fallimento dei sistemi economici e sociali d'impronta comunista». Lo scrive il presidente Giorgio Napolitano sull'Osservatore Romano. Napolitano parla di «rovesciamento di quell'utopia rivoluzionaria che conteneva in sé promesse di emancipazione sociale e di liberazione umana e che aveva finito - come disse Norberto Bobbio - per capovolgersi nel suo opposto». In parallelo, scrive il presidente, «l'ideologia conservatrice è sopravvissuta alla fine del comunismo, assumendo le sembianze di quel fondamentalismo di mercato, tradottosi in deregulation e in abdicazione della politica».