Kenya, raid nel resort a colpi di machete Ferite due italiane

BRESCIA Appena pochi centimetri e il proiettile esploso contro Paola Boglio, giovane turista ferita in Kenya da una banda di criminali nel corso di una rapina, l'avrebbe uccisa. Invece è tornata ieri in Italia, nella sua Brescia, e sta bene, ma le immagini di quel brutale assalto continuano a scorrerle nella mente: l'incursione degli uomini armati di pistole e machete nella villa dove alloggiava, sulla spiaggia meridionale di Mayungu a Malindi, le urla, le richieste di denaro, il rimbombo del colpo di pistola, il sangue, la corsa in ospedale di Mombasa dove è rimasta per 48 ore. Il racconto di quei minuti, nella notte tra domenica e lunedì, trascorsi in balia di uomini senza scrupoli, fornito ai microfoni di Sky Tg24 da Nunzia Sisinno, un'altra italiana che si trovava nel resort, è drammatico: «Erano bestie inferocite», ha detto parlando delle persone che hanno assalito il resort. «Una di loro ha aggredito mia sorella, un'altra me, puntandomi una pistola alla testa e prendendomi la borsa. Poi hanno aggredito mio marito con un colpo di machete alla schiena», ha raccontato Sisinno. Secondo la testimonianza fornita dai turisti, dopo aver assalito il primo gruppo di italiani, la banda si è diretta verso l'alloggio dove dormiva Boglio con il padre, e ha iniziato a trafugare tra borsoni e armadi fino a quando qualcuno ha sparato verso di lei un colpo di pistola che le ha attraversato la testa uscendo dallo zigomo, sotto l'occhio, senza fortunatamente danneggiare alcun organo. Da quanto si apprende dal portale Malindikenya.net la donna è stata accompagnata in ospedale dal rappresentante consolare a Malindi, Roberto Macrì. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza ai danni di turisti italiani sulla costa keniana, un lembo di paradiso in cui le spiagge bianche e le acque cristalline dell'oceano fanno da contorno a resort di lusso e villaggi turistici, molti dei quali gestiti da imprenditori di origine italiana, che per dodice mesi l'anno registrano il tutto esaurito, o quasi. L'ultima aggressione risale allo scorso novembre quando tre italiani subirono un tentativo di rapina a Malindi nel corso del quale riportarono ferite lievi. Fonti locali riferiscono che queste violenze ai danni di turisti sono perpetrate da bande di criminali senza scrupoli in cerca di denaro e oggetti, anche di poco valore, da immettere nel fiorente mercato illegale della zona. Cani sciolti che non avrebbero alcun legame con gruppi politicamente organizzati. Ma con le elezioni presidenziali alle porte, la tensione in tutto il paese cresce e le violenze si moltiplicano soprattutto nelle aree che sfuggono al controllo delle forze dell'ordine.