Ingroia: governo col Pd, ma senza Monti

di Vindice Lecis wROMA Rivoluzione Civile apre al Pd offrendo sostegno al Senato a un governo di centro-sinistra, nel caso la lista riesca a sfondare il quorum. Ma la condizione, anche per un possibile dialogo alla Camera dove la soglia del 4% è data per certa, è che Pd e Sel dicano no all'abbraccio annunciato con Monti. «La vera alternativa - spiega Antonio Ingroia, leader della coalizione di sinistra - è tra noi e Monti». L'offerta di Ingroia viene però bocciata da Dario Franceschini: «Ingroia offre i suoi voti al Senato! Non si ingannano così gli elettori: col Porcellum per eleggere almeno un senatore bisogna superare l'8%», scrive su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera. Pronta la replica, sempre su Twitter, del leader di Rivoluzione Civile: «In molte regioni supereremo l'8%, e tu lo sai». Sul versante del cosiddetto voto utile rilanciato da Bersani nelle scorse settimane e ieri di nuovo da Anna Finocchiaro, Ingroia rovescia l'argomento dei democratici: «Berlusconi ha recuperato un po' ma non c'è alcuna concreta possibilità che abbia la maggioranza alla Camera. Non lo sottovaluto. Ritengo che sia politicamente finito. Oggi è più pericoloso Monti di Berlusconi». Tuttavia Ingroia non lesina attacchi proprio al leader del Pdl. «Il solito Berlusconi, che lancia il sasso e ritira la mano, promette di creare 4 milioni di posti di lavoro, dichiarazione che si rimangia nel giro di due ore - afferma l'ex pm antimafia - la gag di Berlusconi è il triste epilogo di una favola raccontata per venti lunghi anni è un'offesa ai disoccupati, ai giovani precari, a chi non può permettersi un futuro e alle famiglie di chi si è tolto la vita perchè dimenticato dallo Stato». Il leader di Rivoluzione Civile ha riproposto anche ieri i punti centrali del suo programma: garantire e difendere il contratto nazionale di lavoro, ripristinare in pieno l'articolo 18, approvare la legge sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro, cancellazione di tutti i contratti atipici per battere la precarietà, rilancio dell'apprendistato come contratto di avvio. Infine il reddito garantito «su cui devono contare i giovani in cerca di occupazione, mentre a tutte le donne deve essere assicurato un assegno universale di maternità». Anche per Ingroia «è un'ipotesi possibile quella che si torni a votare tra tre mesi», ma «i sondaggi sono quantomeno discutibili perché condizionati dai mandanti politici che sono dietro gli istituti di rilevazione. Noi non abbiamo istituti vicini e quindi i sondaggi non ci calcolano proprio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA