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IL CASO / 1 Il Consiglio di Pavia e giochini senza etica nChe nessuno osi toccare Abele e piuttosto vengano messi al bando i vari Caino. Sto parlando del consigliere comunale di Pavia della Lega Nord Grignani, un giovane che sta lottando per riacquistare la propria salute con estrema dignità e che assolutamente non può essere sfruttato per giochino politici di nessun tipo. Secondo il mio punto di vista, e mi batterò perché questo accada, il giovane Grignani deve rimanere consigliere comunale, assente giustificatissimo. Coloro che intendono minare la maggioranza politica a governo del Comune di Pavia sfruttando numericamente l'assenza del nostro consigliere sono solo dei politici improvvisati. Se ciò accadesse, implicherebbe togliere la dignità istituzionale a un giovane che sta lottando energicamente per tornare al proprio posto al consiglio comunale. Per essere il più chiaro possibile e affinché qualcuno, debole di comprendonio, capisca, svolgiamo il compitino matematico. Il Consiglio comunale di Pavia è formato da 40 consiglieri, 24 di maggioranza più il sindaco e 16 di minoranza. Il numero legale per poter svolgere i lavori è dato da 21 consiglieri, quindi 4 consiglieri di maggioranza non bastano per bloccare il consiglio comunale. Chi approfitta del quinto consigliere della Lega Nord assente per i motivi riportati non commette solo un'operazione di bassa politica, ma anche dal punto di vista dell'etica pubblica si trova, ancor più grave, nella mancanza del rispetto personale. Vittorio Braga coordin. enti locali Lega Nord Pavia IL CASO / 2 Manca il senso delle istituzioni nIn alcuni consigli comunali del Comune di Pavia è mancato il numero legale, ossia la presenza di almeno 21 consiglieri di maggioranza, su un totale di 24, per procedere nei lavori consiliari, nonostante all'ordine del giorno fossero iscritti anche alcuni provvedimenti di carattere non politico, come per esempio la presentazione del bilancio di previsione 2013. E' evidente che all'interno della maggioranza c'è chi ha un debole senso politico. Ma nonostante ciò, ritengo che si possa esprimere soddisfazione e apprezzamento per quanto è stato realizzato complessivamente dall'Amministrazione, di cui il merito è da attribuire anche a tutti i gruppi di maggioranza che spesso hanno tenuto un atteggiamento equilibrato, coerente e costruttivo. In ogni caso, conclusa, mi auguro, questa parentesi di campagna elettorale regionale e nazionale, sarà necessario mantenere l'impegno per ultimare il programma esposto dal sindaco in Consiglio comunale all'esordio del suo mandato, fino alla scadenza di questa legislatura prevista per il 2014. Ci aspettano ancora un insieme di problemi che toccano da vicino i cittadini e che richiedono attenzione e grandi sinergie. In ragione di tali motivi, risultano poco comprensibili alcune esternazioni manifestate sulla stampa e in Consiglio da alcuni consiglieri di maggioranza, forse anche in buona fede o per causa involontaria di qualche "deus ex machina" che cerca di manovrare dietro le quinte. Tutto questo dimostra come all'interno della maggioranza c'è chi ha un debole e scarno senso istituzionale e di responsabilità che gli impedisce di cogliere il valore positivo dello stare insieme, di appartenere a una coalizione politica forte e coesa. Ritengo politicamente irresponsabile e oltremodo incauto criticare sempre a oltranza, buttare benzina sul fuoco, poiché le questioni devono essere affrontate nelle sedi istituzionali opportune. Forse, deviando alcune volte dai normali canoni, si potrà solo acquisire una effimera e fugace visibilità, ma certamente non si contribuisce a risolvere i problemi della città. Tali atteggiamenti indeboliscono la maggioranza perché influiscono negativamente sulla reputazione politica della coalizione stessa sia difronte a tutti gli amministratori laboriosi e con alto senso di responsabilità istituzionale e sia di fronte all'opinione pubblica. Valerio Gimigliano consigliere comunale Pdl - Pavia VERSO IL VOTO / 1 Melazzini mi ha convinta... nAl collegio Cairoli di Pavia ho recentemente avuto l'occasione di assistere a una discussione politica dove veniva presentata una candidatura per le prossime elezioni regionali : da subito ho notato un ambiente molto ovattato, nessuno urlava, non ho sentito promesse roboanti, attacchi a tutto e a tutti... mi ha piuttosto colpito il fatto che la discussione abbia anteposto il "come" e il "perchè" al "cosa". In un momento di forte antipolitica mi è sembrata una scelta quanto mai azzeccata spiegare ai potenziali elettori i motivi e le linee guida di un'azione politica prima di entrare negli specifici contenuti. In particolare mi hanno colpito 3 passaggi: «C'è solo un modo per trasformare la paura della politica in nuova fiducia delle istituzioni: avere coraggio! Coraggio nell'impegnarsi, nel metterci la faccia e sostenere le proprie idee anche se alla fine la vittoria non arriva»; «Guardate negli occhi una persona e giudicatela per i valori che trasmette, indipendentemente dal contenitore di riferimento«; «Il lavoro da fare è tanto e possiamo farlo solo insieme, il cambiamento è importante e possiamo raggiungerlo solo se siamo in tanti e siamo uniti dagli stessi ideali». Al momento dei saluti qualcuno ha ricordato che fuori dalla sala era disponibile il programma elettorale, ma le persone preferivano continuare a guardare negli occhi il candidato e stringergli la mano piuttosto che leggere un freddo volantino elettorale. E' stata una sensazione bellissima vedere negli occhi di tutti la voglia di rifare la politica vera e di dare fiducia qualcuno in grado di rappresentarare la voglia di cambiamento. Il candidato in questione era il dottor Mario Melazzini, candidato del PdL alle prossime elezioni regionali, ma l'appartenenza politica a quel punto era passata in secondo piano, i valori dell'uomo avevano preso il sopravvento! Annapaola Arisi VERSO IL VOTO/ 2 ...e io invece sono perplessa nSono un'assidua lettrice della Provincia. L'altro giorno mi sono divertita a leggere una lettera, che doveva essere di precisazione, firmata dall'attuale assessore alla Sanità e attuale candidato al consiglio regionale per il Pdl, Mario Melazzini. Beh, mi ha insinuato proprio dei dubbi con il suo puntualizzare. Come dire? Excusatio non petita… E in effetti se uno scrive che «non ha mai neppure sognato di sfruttare in maniera impropria l'attuale ruolo di assessore», mi dà da pensare. Mi chiedo come si fa a dire una cosa del genere quando in provincia di Pavia il dottor Melazzini ha speso l'80 per cento del suo tempo fra l'ospedale di Varzi, Voghera, il San Matteo ecc. ecc. Allora dottor Melazzini, se fa tutto questo giro qui adesso, come minimo il dubbio viene. E se è vero che ama questa terra, vuol dire che la conosce e qui siamo gente spiccia e per niente sofisticata. Perciò a mio parere non è che si approfitta dei due ruoli. Assolutamente. Li ha proprio confusi. Anna Mangiarotti il dibattito Le cose buone di Mussolini nVorrei rispondere all'articolodi Ferdinando Camon del 28 gennaio che parlava di assoluzione impossibile del fascismo in seguito alla dichiarazione di Berlusconi su Benito Mussolini nella Giornata della memoria. Pur essendo uscito dal Pdl, stimo il Cavaliere e appoggio la sua dichiarazione perchè mi sembra molto vicina a quelle di molta gente di tutt'altra estrazione politica che negli ultimi tempi riflette sul fatto che adesso ci vorrebbe quella politica, quella giustizia, quell'ideale del ventennio. Il Duce ha dato vita a una nuova nazione, un nuovo potere, tanti diritti per le diverse classi sociali, alcuni ancora oggi capisaldi della nostra società e non si può negare che con gli anni queste realtà sono state strumentalizzate ed appiattite da sprechi, clientelismi e favoritismi. Tutto questo conferma che la storia vera in Italia rimane un tabù. Non voglio e non posso negare che l'alleanza con Hitler, fatta per non essere sopraffatti dal dominio nazista, abbia indotto il Duce agli immani, abominevoli e imperdonabili errori compiuti, ma fino all'alleanza non è possibile non definire Mussolini un grande politico e un grande statista! Durante il Ventennio fascista l'Italia conobbe progressi politici, sociali e tecnologici, tra i più importanti: · Tutela del lavoro di donne e fanciulli con cui veniva alzata l'età lavorativa con un minimo di 14 anni; e la tutela della maternità per le donne. · Assistenza ospedaliera per i poveri, l'Inam (Istituto Nazionale Assistenza Malattie). · Assicurazione di invalidità e vecchiaia. · Scuole di avviamento al lavoro e riforma del sistema scolastico. · Costruzione degli acquedotti del Pugliese, del Monferrato, e le bonifiche dell'Agro Pontino e della bassa Padana. · Esenzioni tributarie per le famiglie numerose e meno abbienti, erogazione di assegni familiari. · Ist. Naz. Fascista Infortuni sul Lavoro, totale copertura assicurativa a coloro che subivano infortuni o contraevano malattie sul posto di lavoro. · Riduzione orario di lavoro a quaranta ore settimanali. · Approvò il nuovo Codice Penale, riconobbe la Carta del Lavoro, il Codice di Procedura Civile, la Legge Falimentare. Ancora oggi la società italiana dovrebbe esserne grata. Stefano Cerra assessore Comune di Valle Lomellina