Pasto negato al bambino «Ma la retta era versata»
Sul caso mense in questi giorni è stata anche diffusa su Facebook la lettera di un'altra mamma, che ha scritto alla pagina dei fan della Polizia postale. La donna, 37 anni, spiega che la figlia, di 8 anni, non ha più avuto accesso alla mensa di una scuola elementare della città «perché non sono riuscita a pagare la retta della mensa. Grazie al cuore di alcune maestre, che hanno messo insieme un pasto, ha mangiato nel seminterrato assieme ad altri 13 bambini». di Denis Artioli wVIGEVANO «Se non fosse stato per le maestre e per un pasto in più, visto che un bambino è stato poco bene e non è andato in mensa, mio figlio l'altro ieri avrebbe saltato il pasto a scuola». Loredana D'Addato, 34 anni, single, mamma di due bambini, fa fatica a credere a quanto è successo nella mensa della scuola elementare Vidari e spiega di voler vedere chiaro. «Mio figlio è stato depennato su due piedi dalla lista dei bambini che devono ricevere il pasto alla mensa della scuola – spiega – perché hanno detto che non avevo pagato la retta. Invece hanno sbagliato loro, e si sono scusati, dopo. Non mi avevano nemmeno avvisata». Al pomeriggio, quando la signora d'Addato è andata a riprendere il figlio a scuola, la maestra le ha spiegato cos'era successo a mensa. «Dicevano che ero in debito, eppure mi sembrava impossibile, ho sempre pagato, avevo versato 100 euro pochi giorni prima per la mensa di uno dei miei due figli e 150 euro per l'altro. Quando sono tornata, ho guardato la situazione dei pagamenti sul sito del Comune, e risultava un debito mio di 120 euro per il bambino di 8 anni che era stato depennato dall'elenco». Qualcosa non quadrava alla signora che, allora, ha chiamato l'Acme, la società che gestisce i pagamenti della mensa a Vigevano. «Mi hanno detto di inviare loro la ricevuta di pagamento e, solo a quel punto, mi hanno detto che era stato un loro errore. Ma se non fosse stato per le maestre, che gli hanno dato il pasto di un bambino che non era stato bene e non è andato in mensa, mio figlio quel giorno non avrebbe mangiato, mentre io ero a Milano, al lavoro, tranquilla». Loredana D'Addato, che spiega di versare on line la quota per la mensa dei figli, spiega che è la seconda volta che le accade: «A scuola mi hanno detto che è già successo anche altre volte, ad altre persone». Telefonando all'Acme, spiegano: «Per questo tipo di informazioni bisogna rivolgersi al Comune di Vigevano». In municipio, sindaco e assessore ai servizi educativi dicono che bisogna parlare con il dirigente o il responsabile del servizio. Il dirigente è impegnato, ma il responsabile del servizio, Davide Brichetti, fa chiarezza: «Il problema esiste e l'ho già contestato alla ditta Acme, con una lettera, pochi giorni fa, per un altro caso che mi è stato segnalato formalmente. Se si scopre che è un problema tecnico, cosa che io credo, va risolto subito, perché la situazione che si crea è davvero molto antipatica, visto che il terminale di tutta la situazione è un bambino e non una macchina. Ho chiesto inoltre di capire dalla ditta qual è la dimensione del problema. In genere, a chi è in arretrato con i pagamenti, arrivato sms di avviso». La mamma dell'alunno della scuola Vidari spiega che non le sono arrivate comunicazioni: «Anche questo – afferma Brichetti – è un problema tecnico che va accertato e risolto». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA