Finta coppia di sposi per indagini su vendita
PAVIA Una coppia di giovani sposini va a chiedere informazioni su un appartamento da acquistare. E all'agenzia immobiliare Real Estate si sente proporre diverse soluzioni. Tra le offerte ci sono anche le case di Punta Est. Nessuno dell'agenzia parla di vincoli «a scopi di ricerca» su quelle case. E nessuno dell'agenzia può immaginare che i due sposini sono in realtà carabinieri in borghese. Carabinieri che sotto mentite spoglie vogliono verificare se è vero il contenuto della pubblicità che hanno visto su quelle residenze, descritte come «case di pregio». Non come case universitarie. Marito e moglie si informano sui prezzi e scoprono che quelle case costano 2.450 euro circa al metro quadro. Ma ottengono rassicurazioni dall'agenzia: sono residenze dotate di tutti i comfort e adatte a una coppia che vuole mettere su famiglia. Per i militari è stato aggiunto un altro tassello alle indagini. Indagini che vanno avanti da mesi, e che si stanno sviluppando attraverso verifiche documentali ma anche intercettazioni telefoniche. Come quella che sorprende Maestri mentre parla con Ciro Manna (indagato per questa stessa vicenda) che dovrà eseguire i lavori: «Mi è venuta in mente una cosa, Ciro... l'unica carta da tenere buona è il professore, telefoni alla moglie, tanto la pago io la cosa, non si preoccupi». Ma diverse intercettazioni riguardano anche Angelo Bugatti, che ad aprile del 2012, quando l'indagine è nel vivo, mostra segnali di grande preoccupazione al telefono, parlando con una donna: «Si, sono io che non ho parole...se non capisci la situazione, allora io ho dovuto scappare da lì, per imbarcarci su un volo prima..». Bugatti sembra preoccupato di incontrare in fretta un collaboratore del dipartimento che, come dice lo stesso docente, «è stato convocato dalla procura». Telefonate che, per il gip, giustificherebbero le esigenze cautelari. L'avvocato di Bugatti, Federica Bonomini, parla invece di un'ordinanza basata su «equivoci che pensavamo di avere già chiarito, non c'è alcun elemento nuovo. Il denaro? Soldi per attività di ricerca e due studi di fattibilità realmente eseguiti». Il legale annuncia il ricorso al Riesame, come pure l'avvocato Yuri Lissandrin, che difende il dirigente comunale Angelo Moro. (m. fio.)