Innerhofer abdica: 7° Il supergigante "lento" incorona Ted Ligety
SCHLADMING (Austria) Ore 11,45 del 6 febbraio 2013: è il momento in cui l'azzurro Christof Innerhofer (in foto), tagliato il traguardo ai Mondiali di Schladming, ha dovuto cedere dopo due anni all'americano Ted Ligety la corona di campione del mondo di supergigante. L'azzurro non è riuscito ad andare più in là del settimo posto («Ho sentito la pressione» ha dichiarato), in una gara impossibile per la gran parte degli uomini jet. Sui 1.885 della Planai, con neve "saponosa" e traditrice, un tecnico norvegese ha infatti disegnato un percorso di supergigante veloce ma soprattutto pieno di curve, decisamente più adatto ai gigantisti che agli specialisti dell'alta velocità. Un tracciato disegnato su misura per mettere in crisi gli squadroni velociti: cioè Italia, Austria e pure Canada. Un percorso adatto, invece ed in particolare, al suo norvegese Aksel Svindal che è insieme gran gigantista e gran velocista. Però, per un errore sul muro finale, quando ormai vedeva l'oro a portata di mano, Aksel si è dovuto accontentare del bronzo. Ligety è invece gigantista eccelso che solo recentemente ha cominciato a prendere confidenza con la velocità più elevata. In supergigante, del resto, mai ha vinto in coppa del mondo e l'unico podio risale a qualche anno fa, quasi casuale ed in una gara atipica. Per non dire del francese Guathier De Tessieres che ha vinto incredibilmente l'argento. Lui, un gigantista puro e per giunta di seconda fila (all'attivo un solo terzo posto in questa disciplina nel 2009 in val d'Isere), arrivato ai Mondiali come riserva. Per l'Italia oltre al 7º posto di Innerhofer ci sono il 12º di Matteo Marsaglia, il 15º di Peter Fill, il 21º di Werner Heel e il 23º di Siegmar Klotz. Lindsey Vonn intanto dopo il grave incidente di martedì sarà operata negli Usa ma promette: «Ci vediamo a Sogi il prossimo anno».