Senza Titolo

CAVA MANARA Per uno sfottò da tifoso non mi dimetto n In risposta alle inaccettabili accuse di dichiarazioni omofobe (vedi articolo pubblicato ieri, mercoledì, ndr) intendo contestualizzare la frase che ho postato sulla mia bacheca di Facebook durante lo svolgimento della partita Milan-Udinese, domenica 3 febbraio. E' evidente che la parola oggetto di richiesta di dimissioni, parola certamente infelice ed altrettanto interpretabile - nonché manipolabile - se estrapolata dal contesto all'interno del quale è stata postata su Facebook, non voleva assolutamente essere denigratoria nei confronti di alcun genere, di alcuna comunità o individuo ad essa appartenente poiché la stessa è da considerarsi all'interno di un momento di puro "sfottò" calcistico riferito ad alcuni miei amici milanisti. Non era certamente mia intenzione urtare la sensibilità di qualcuno, non è quindi corretto dare adito a strumentalizzazioni di tipo politico. Nella mia attività politica ed amministrativa ho sempre lottato e sempre lotterò contro ogni discriminazione dovuta alla razza, al genere, all'orientamento sessuale, politico o religioso, e non sarà certo una battuta calcistica su Facebook a provare il contrario. Io e la mia collega Valentina Prestigiovanni, rivendichiamo con orgoglio l'aver sollecitato e approvato il registro delle unioni civili nel nostro Comune e siamo fieri di esser stati, con l'unanimità del Consiglio Comunale, tra i capofila nella provincia di Pavia a compiere questo grande passo di civiltà. Non prendiamo in considerazione l'ipotesi di dimetterci da assessori poiché non crediamo che una battuta fatta in un contesto di questo tipo, possa mettere in discussione il nostro impegno che da quattro anni stiamo portando avanti con dedizione, serietà e con tutto il nostro entusiasmo. Gianluca Lombardi assessore all'istruzione CASO BARGIGIA Il sacrificio di soldati e partigiani n Fra i cultori di storia della Resistenza spicca anche il nome di Giovanni Bargigia compaesano esemplare che pagò con la vita, con altri suoi compagni l'ideale di libertà civile. Il giorno della memoria, ripercorre la lotta al nazismo, che ha spinto molteplici persone appartenenti a diverse ideologie a liberare le coscienze dagli oppressori. Alla Resistenza Bargigia diede un contributo importante, come oppositore del nazifascismo. Visse i suoi brevi anni, trentacinque, con dedizione al partito comunista, nel periodo del secondo conflitto mondiale. Bargigia poteva scegliere una vita comoda, come disegnatore meccanico, ma decise di affiancarsi come partigiano alla strenua lotta contro gli oppressori. Bargigia viveva a Zeccone con il padre, la madre Clotilde Cambieri ed i fratelli Giovanni e Mario e le sorelle Maria, Piera e Clelia. In gioventù collaborò con i partigiani e si dedicò al movimento clandestino con l'attività di propaganda e collegamento per la fornitura d'armi. Il luogo di scambio d incontro era l'allora caffè Moderno, situato nei pressi della stazione di Pavia. Mentre stava per intraprendere uno dei suoi viaggi di collegamento con i compagni, tra Pavia e Milano, fu riconosciuto dalle milizie alle quali fu costretto a consegnare la borsa da viaggio contenente carte di propaganda contro il regime e la bandiera del partito da lui fatta ricamare con il simbolo comunista. Il 4 ottobre 1944 fu arrestato e giudicato come sovversivo politico, fu rinchiuso nel carcere di San Vittore di Milano, successivamente fu deportato a Mauthausen dove trascorse dure giornate nel lager. Furono giorni di angoscia per la famiglia Bargigia e per la comunità di Zeccone, l'allora parroco Don Mario Bocchiola si impegnò tramite corrispondenza ad aggiornare le vicende dei nostri soldati, impegnati sui vari fronti. In un dispaccio, datato 22 febbraio 1945, il parroco apprese la notizia della morte di Giovanni Bargigia, e dovette comunicarlo alla famiglia. Molti altri soldati residenti a Zeccone non fecero più ritorno alle loro case ed a questi 68 uomini, impegnati nei vari fronti, fu dedicato un quadro che li raffigurava insieme con la scritta "Pro aris et focis" in difesa degli altari e dei focolari per la religione e per la Patria. I reduci insieme ai martiri hanno dato il loro contributo per bonificare la prepotenza storica e sanguinaria dell'epoca per ripristinare la libertà civile e di pensiero. Emilio Della Giovanna Zeccone VERSO IL VOTO/ 1 Occhio per occhio e la tasse spariscono n "Il 75% delle tasse lombarde alla Lombardia!" gridarono i leghisti lombardi! E se il sasso si trasformasse in una valanga devastante la stessa Lombardia? Immaginiamo che: i Comuni lombardi si rallegrarono, ma, colpiti dall'idea, i Milanesi gridarono: "Noi siamo quelli che producono più reddito! Il 75% delle tasse dei Milanesi ai Milanesi!" "E noi?" chiesero gli altri Comuni... "Così diventerete migliori!" risposero i Milanesi. Colpiti dall'idea, gli abitanti della zona Centro di Milano gridarono: "Noi siamo quelli che producono più reddito! Il 75% delle tasse dei Milanesi della zona Centro deve restare nella zona Centro!" "E noi?" chiesero gli abitanti delle altre zone... "Così diventerete migliori!" risposero gli abitanti della zona Centro. Colpiti dall'idea. gli abitanti di via dei Ricconi, in zona Centro, gridarono: "Noi siamo quelli che producono più reddito! Il 75% delle tasse dei Milanesi di via dei Ricconi della Zona Centro deve restare a noi di via dei Ricconi!" "E noi?" chiesero gli abitanti delle altre vie... "Così diventerete migliori!" risposero gli abitanti di via dei Ricconi. Colpiti dall'idea, gli abitanti del condominio "Alba Dorata" di via dei Ricconi, in zona Centro, gridarono: "Noi siamo quelli che producono più reddito! Il 75% delle tasse dei Milanesi del condominio "Alba Dorata" di via dei Ricconi della zona Centro devono restare a noi del Condominio!" "E noi?" chiesero gli abitanti degli altri condomini... "Così diventerete migliori!" risposero gli abitanti del condominio "Alba Dorata" . Colpito dall'idea, il sig. Euroni del condominio "Alba Dorata" di Via dei Ricconi, in zona Centro, gridò: "Io sono quello che produce più reddito! Il 75% delle mie tasse deve restare a me!" "E noi?" chiesero gli altri abitanti del condominio... "Così diventerete migliori!" rispose il sig. Euroni. Ma dopo qualche mese, tutti si guardarono intorno e si accorsero che guadagnavano meno di prima, perché quelli che compravano (gli altri che dovevano diventare migliori) erano sempre di meno e forse anche un po' inferociti. Poi si svegliarono dal sogno e capirono che qualcuno aveva promesso una stupidaggine, che, oltretutto, non poteva neppure realizzarsi senza il consenso di quegli "altri" che volevano far diventare "migliori". Ma che bella idea! Riccardo Tacconi VERSO IL VOTO/ 2 Pdl, separati in casa replica di Melazzini nNon mi sono mai sognato di sfruttare in maniera impropria il mio attuale ruolo di assessore alla Sanità per la campagna elettorale, come qualcuno sostiene. Faccio il mio lavoro, come sempre, al meglio delle mie possibilità, in maniera onesta, limpida e trasparente. Sono arrivato dove sono solo grazie al mio impegno e alla mia professionalità. Non ho mai avuto bisogno di altro. La politica delle polemiche sterili è vecchia e non mi appartiene. Mi sono candidato perché credo in una politica nuova e diversa, fatta con e per le persone comuni, quale sono io, fatta di ascolto, dialogo e soluzioni condivise e concrete. Voglio anche precisare che non sono ‘calato dall'alto' come qualcun altro vuole insinuare. Sono pavese al 100%. A Pavia qui ho vissuto quasi tutta la mia vita, dall'infanzia, allo studio, al lavoro come medico e ricercatore. Qui vivono i miei figli. La gente di Pavia è la mia gente, persone straordinarie che ammiro e a cui sono legato da sentimenti profondi. La terra di Pavia è la mia terra, città e paesi che conosco e amo. Il mio impegno per il futuro è tutto rivolto al bene delle persone e del territorio lombardo e pavese in particolare e a null'altro. Mario Melazzini VERSO IL VOTO/ 3 Manifesti fuori posto Ciocca farà rimuovere nIntervengo in merito alla lettera del cittadino che segnala affissioni di manifesti a Bereguardo e lo ringrazio per la segnalazione. L'entusiasmo di molti sostenitori in campagna elettorale induce anche ad essere particolarmente esuberanti. Desidero comunicare che chi volesse segnalarmi affissioni abusive potrà farlo al numero 334 2585011. Sarà mia cura provvedere a rimuoverle. Ringrazio poi la Croce rossa di Vigevano per la precisazione pubblicata nella pagina delle lettere di ieri, mercoledì. Colgo l'occasione per specificare che l'incontro a Vigevano con il mondo del volontariato, nella sala Pertini, riguarda la Croce Azzurra di Robbio, la Croce Garlaschese, Cassolo Soccorso , il Volontariato San Rocco, l'Oftal Diocesana , l'associazione nazionale Alpini, l'Associazione nazionale Carabinieri, l'Amar (malattie renali), l'Associazione pavesi parkinsoniani, l'Aias, l'associazione Punto Donna, il distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Mortara. Angelo Ciocca