Forte senso di famiglia, non una comunità

PAVIA La voce comincia a correre tra i latinos di Pavia. Ieri pomeriggio due ragazzi sui vent'anni si sono avvicinati al portone di via Sant'Epifanio 3 per scorrere i citofoni. «Conosciamo Juan – dicono con un marcato accento spagnolo – E' amico di nostro fratello. Un bravo tipo». Zainetto in spalla, parlottano tra loro e si allontanano in ffìretta spaventati dalla curiosità di altre domande su Juan. Al centro Migrantes della Diocesi, in via Pedotti, la notizia non è ancora arrivata. «Forse oggi, alla messa del pomeriggio – dice don Stefano Penna, il sacerdote che da anni si occupa degli immigrati stranieri a Pavia –. Quest'anno però ci sono pochi sudamericani al nostro centro. Erano molto più numerosi lo scorso anno. Va a ondate, adesso ci sono molte persone che provengono dai Paesi dell'Est. I sudamericani spesso lavorano come colf o custodi e forse c'è stata una riduzione perché è diminuito il lavoro nella nostra città». Quelli che frequentano il centro Migrantes Benedetto XVI in genere sono arrivati da poco in città. Frequentano i corsi di italiano, le donne sono iscritte al corso di sartoria. C'è chi, per cercare un lavoro, lacia i figli al servizio di baby sitter organizzato dai volontari. Ma c'è una grossa fetta di sudamericani che non frequenta via Pedotti. Chi vive a Pavia da anni si è organizzato in autonomia. «In genere sono distribuiti per grossi nuclei familiari» spiega don Stefano. Poi capita che per eventi e feste particolari riescano a ritrovarsi. Ci sono quelli legati dal filo della religione e quelli che invece si tirtovano la domenica, nei mesi estivi, sulle rive del Ticino. Una consuetudine comune in molte città. Si incontrano, allestiscono barbecue, portano sull'argine tavolini e sedie che poi ancorano agli alberi con catene e lucchetto per ritrovarli la domenica successiva. Mettono la musica, mangiano insieme . Ma fanno anche scorrere fiumi di birra e di alcol. IL lunedì dopo ogni weekend estivo gli spazzini raccolgono centinaia di tappi di birra nel parcheggio del Ticinello e lungo il fiume. Forse Juan, Felice e Ronal erano tra loro. Come l'altra sera a chiacchierare fuori dal Kebab, prima della tragedia. (m.g.p.)