Rissa alle case popolari In 10 rischiano il processo

di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA La Procura della Repubblica di Voghera vuole il processo per dieci persone per la rissa scoppiata cinque anni fa, il giorno della festa della Repubblica, in via Sormani Gavina. Si tratta degli Scorza - i fratelli Massimo, 26 anni, Mirko, 28, Daniele 24, oltre al padre Antonio, 49 anni - di Antonella Lospennato, 46 anni, Rosolino Giovanni e Salvatore Gaeta, 45, 49 e 46 anni, Tommaso e Antonio Asaro, 51 e 47 anni. Per loro le imputazioni sono diverse, vanno dalla rissa, alle lesioni personali, dalle minacce all'inguiria, rino al porto abusivo di armi. L'episodio risale al 2 giugno di 2007 attorno alle 21. E' domenica sera. Un ragazzo comincia a litigare davanti a casa, in via Sormani Gavina, per motivi banali con un coetaneo. Quando si accorgono di quanto sta accadendo, alcuni amici e parenti di quest'ultimo accorrono a dargli manforte. In breve in mezzo alla strada si forma un gigantesco parapiglia, con dieci o quindici persone che si picchiano tra loro: una vera rissa. Qualcuno telefona al 112 e dalla caserma di via Verdi partono le pattuglie del Nucleo radiomobile e della Stazione. Nel frattempo, però, è già successo il peggio: qualcuno ha tirato fuori un coltello e lo ha usato. Il ferito è Tommaso Asaro, raggiunto da alcuni colpi non profondi alla schiena, ai glutei e parte superiore della coscia. Quando inizia a scorrere il sangue volano le minacce. Urla Massimo Scorza rivolto a Samuel Asaro: «Appena ti vedo in via Emilia ti taglio la gola». Secondo la ricostruzione dei carabinieri sarebbe stato proprio Massimo Scorza a colpire Tommaso Asaro con il coltello, per poi mordere una mano a Rosolino Gaeta. Tommaso Asaro urla dolorante e urla contro Antonio Scorza: «Non è finita qui ve la faccio pagare, chiamo Gioacchino e Pino e ti devono far bruciare vivo a te e a tutta la famiglia con l'acido». Sempre secondo le ricostruzioni dei carabinieri urla Giovanni Gaeta, rivolgendosi agli Scorza: «Vi devo staccare la testa e giocare a pallone». E ancora Salvatore Gaeta spingendo Massimo Scorza contro un albero: «Noi siamo cinque fratelli e te la facciamo pagare». I carabinieri, con grande difficoltà, riescono a ristabilire un po' d'ordine mentre arriva anche un'ambulanza del 118 che porta il ferito all'ospedale: qui Asaro viene medicato per una ferita guaribile in venti giorni. Nel frattempo i militari iniziano le indagini per ricostruire l'accaduto. Ora il pm Valentina Grosso chiede di processare tutti. Ieri mattina alla prima udienza l'avvocato Maurizio Chiesa ha opposto una questione formale. L'udienza davanti al gip sarà a fine maggio.