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PARONA Le polveri sottili non dipendono da noi nA proposito del vostro articolo "A Parona l'aria è sempre peggio" del 31 gennaio, seppur certi che sia noto a voi, come alla cittadinanza di Parona, che la nostra azienda nulla abbia a che vedere con il problema del Pm10, la fotografia dell'articolo potrebbe trarre in inganno i lettori, dato che presenta in primo piano non "l'inceneritore di Parona", di cui si intravvede solo un camino, ma una parte del nostro stabilimento. Dato che con orgoglio possiamo affermare che nei nostri impianti trovano applicazione le tecnologie più avanzate per garantire la massima attenzione per l'ambiente, nel pieno rispetto della normativa e con controlli continui e costanti, ci teniamo a non essere confusi con cose giustamente condannabili. Ci poniamo al contrario come esempio di moderna e sicura industria delle vernici anche con produzioni di vernici all'acqua o a zero emissioni. Fausto Maggioni consigliere delegato Ivm Chemicals VERSO IL VOTO / 1 Dieci domande sulla Bellezza nCaro Candidato, Caro Leader, Signor Partito: ecco 10 domande "brutte" sulla Bellezza. Noi del Comitato per la Bellezza, nato nel 1998 sul nome e sul lavoro di Antonio Cederna, vi chiediamo: 1) Può la Bellezza essere uno dei temi centrali, unitamente alla cultura e, in particolare, alla cultura della tutela, della vostra campagna elettorale, uno dei punti-cardine del vostro impegno politico? 2) La Bellezza è anche per voi un bene sociale, un diritto di tutti, uno dei pilastri di una nuova politica per la società italiana, partendo dal patrimonio storico-artistico, dal paesaggio, dai siti archeologici, dai centri storici? 3) La Bellezza è stata sfregiata, mortificata e profondamente intaccata a causa della latitanza di una politica per la cultura, a causa dell'imperversare di condoni, di abusi e di inquinamenti d'ogni genere. Siete d'accordo? 4) Concordate sul fatto che il lassismo di Comuni e Regioni verso una edilizia di mercato utilizzata come fonte di entrata corrente per Enti locali vicini al collasso si è trasferita sul paesaggio imbruttendolo, mentre mezza Italia crolla o smotta? 5) Ha senso una diffusione sfrenata di pale eoliche (che richiedono strade e sbancamenti) anche laddove non c'è vento sufficiente, di pannelli solari senza limiti di sorta, spesso su terreni coltivati, oppure la creazione di maxi-impianti fotovoltaici? 6) E per la pianificazione urbanistica e paesaggistica, oggi negletta, vi impegnate a votare una legge che riduca nel modo più drastico il consumo di suolo? 7) Siete disposti ad appoggiare una autentica "ricostruzione" del Ministero dell'Ambiente e ancor più di quello per i Beni e le Attività Culturali? 8) Vi impegnate affinché la politica dei parchi venga ripresa e potenziata ad ogni livello? 9) Tutte le forme di teatro, di spettacolo, di cinema sono forse state degnate in Italia della giusta attenzione dagli ultimi governi? Vi impegnate a finanziarle in modo selettivo ma adeguato premiando la qualità? 10) Arte, cultura, musica, paesaggio continuano a essere trattati in due modi sbagliati: a) come materie da privilegiare soltanto a chiacchiere; b) come "il nostro petrolio", cioè come una serie di giacimenti da "sfruttare" cavandone profitti laddove essi sono possibili, abbandonando il resto a se stesso. Non credete che sia giunto il momento di considerarle un tutt'uno inscindibile? Voi candidati, voi leader dei partiti, siete pertanto disposti a condividere questa battaglia politica e culturale di civiltà per la Bellezza come bene di tutti e come diritto sociale nei termini che abbiamo qui esposto? E a verificare con noi periodicamente il vostro reale impegno su questi temi cruciali una volta eletti? Il Comitato per la Bellezza verso il voto / 2 Gli attributi degli italiani nCosa avrebbe dovuto fare il Governo e cosa dovranno fare i futuri governanti per cautelare la popolazione di fronte alle evidenti difficoltà del vivere quotidiano? Stiamo assistendo alla scomparsa del ceto medio, da sempre asse portante socio-economico della nostra società. Un ceto a disagio tra le criticità di una situazione economica allucinante. A chi sono imputabili le responsabilità? Operando un' analisi serena, sorretta da buon senso, e facendo ricorso alla memoria ci rendiamo conto che tutto quanto sta avvenendo è il prodotto di una scellerata politica ventennale e non è che la proiezione di vergognose corruzioni e di vergognosi peculati. Per molti, per troppi, l'attività politica non è più intesa come impegno al servizio dei cittadini, ma come mezzo per rimpinguare il proprio conto in banca. Le medio e piccole imprese che sono state il vero "motore" dell'economia nazionale stanno vivendo momenti drammatici: a migliaia si arrendono impotenti all'impossibilità di continuare a lavorare, e questo triste naufragio trascina con sé migliaia e migliaia di lavoratori. Certi amministratori non hanno compreso, per incapacità, ignoranza, superficialità, uniti a una certa dose di dilettantismo politico e strategico, il depauperamento delle attività produttive, realtà storiche del miglior "made in Italy" che ora devono gettare la spugna. E adesso che si fa? E' forse giunto il momento, da parte delle cittadine e dei cittadini, di avere una reazione decisiva e determinata, in grado di far capire a questa classe di politici che sono giunti al traguardo e che la trippa è finita. E gli italiani veri hanno, finalmente, gli attributi. Enrico Massobrio titolare Mary Short's Tricot srl, Mede verso il voto / 3 Dopo le elezioni più spazio ai giovani nSono tra quelli che si recano alle urne a esprimere il proprio assenso a questo e quel partito senza alcuna certezza di cambiamento sociale. Oggi è sempre più difficile gestire le ideologie politiche, ammesso che esistano ancora. Il futuro è una fredda condizione economica che non riscalda più gli animi per il partito d'appartenenza. Sappiamo che gran parte dei politici ha avuto il pregio di poter ricoprire più cariche e, pur di riuscire nei propri intenti, ha fatto del potere un tutt'uno con gli interessi personali. Tali condizioni hanno creato corsie preferenziali a favoritismi, disponendo denaro pubblico con poca trasparenza. Per fortuna non tutti i mali vengono per nuocere, il Governo tecnico ha in parte ripristinato le sorti del Paese ma sono aumentate le tasse a scapito dei pensionati e dei pochi lavoratori attivi. Per i giovani cosa si è fatto? Il politico deve andare incontro al cittadino, in particolare alle nuove generazioni, perché ne abbiamo abbastanza di personalismi, maldicenze e interessi personali. Serve un suo impegno chiaro per riformare le istituzioni e i costi della politica. Che i nuovi eletti siano animati da buone intenzioni, in modo da estendere il loro potere e la loro capacità al bene del Paese in particolare al mondo giovanile che è il nostro futuro. Emilio Della Giovanna il caso Caccia alla volpe e falsi allarmismi nSono rimasto sorpreso leggendo l'articolo del 22 gennaio scorso sulla caccia alla volpe in Lomellina nel quale i cacciatori pavesi si autodipingono come buoni samaritani affezionati al loro territorio. In realtà stanno vaneggiando ed allarmando i cittadini. Non è assolutamente vero che la loro attività - nello specifico la caccia alla volpe- sia in qualche modo utile a combattere la rabbia silvestre, anzi: stando al Ministero della Salute, "la malattia è ritenuta sotto controllo e non si ritiene necessario apportare modifiche alla strategia sinora adottata". Del pari, secondo la Regione Lombardia "è importante sottolineare che i territori della Regione non sono considerati a rischio" ed è stato istituito (dicembre 2009), esclusivamente per le zone di Brescia, Sondrio e Val Camonica Sebino, un semplice piano di monitoraggio in quanto l'ultimo caso di rabbia nella nostra regione risale al 1995. Inoltre le volpi, poiché animali territoriali difendono la loro zona e prevengono l'arrivo di altri esemplari. Dunque se i cacciatori ammazzano volpi sane, altre ne arriveranno da zone più a rischio e potenzialmente portatrici di rabbia silvestre; a ciò si aggiunga il rischio che il territorio possa essere preda di animali non autoctoni con ulteriori rischi per l'ambiente e la sicurezza. E allora, di cosa vanno cianciando questi cacciatori pavesi? Delle due l'una: o essi sono a conoscenza di uno studio scientifico serio che dimostra che le volpi in Lombardia, anzi nel Pavese, hanno la rabbia, oppure devono smettere di creare falsi allarmismi. A meno che non si voglia far passare l'idea che sia legittimo sparare a qualunque essere vivente che astrattamente possa essere portatore di una qualsivoglia zoonosi ai sensi del DPR 320/54 e trasformare così i nostri territori in un grande campo di battaglia permanente. I Sindaci interessati devono ricordare che ricoprono il ruolo di garanti della sicurezza pubblica e, da parte nostra, promettiamo loro che continueremo a vigilare e a denunciare le continue violazioni. A quel punto i sindaci dovranno tornare a spiegare perché la cittadinanza tutta debba accollarsi le ormai numerose condanne comminate dalla Ue alla Lombardia e non solo. Tutto questo per i cacciatori, ne vale la pena? Edoardo Gandini Oipa-Eu Relations officer, European enforcement network of Animal welfare lawyers - Bruxelles