«Giuliana usciva poco, rideva e scherzava»
CASTEL SAN GIOVANNI «Stava quasi sempre in casa ma era ancora molto vivace. Le piaceva ridere e scherzare». Sono parole di Maria Luisa Terzone, una donna che abita nello stesso palazzo dove è avvenuto l'omicidio. Lei conosceva molto bene Maria Giuliana Boccenti, la donna che è stata soffocata dal cuscino. «Mia figlia – continua il racconto dell'inquilina del palazzo che fa angolo tra via Manara e via Mameli - questa mattina si è accorta che dall'appartamento di Giuliana non si sentivano rumori. Ma non ci ha fatto caso. Poi ha sentito la badante russa che si è messa a urlare e si fatta spiegare cosa era successo. E' stata proprio lei a dare l'allarme. Poi sono arrivati i carabinieri. Mi hanno detto che è stata trovata stesa nel letto avvolta nelle lenzuola. Nonostante i suoi 90 anni era ancora molto arzilla anche se non usciva quasi più di casa. Ma non era immobilizzata a letto come ho sentito dire. Si muoveva bene nel suo appartamento e aveva bisogno della badante per fare le pulizie e per cucinare. Siamo tutti sconvolti per quello che è successo e non riusciamo proprio a capire chi possa essere stato. Lei amava la compagnia e faceva entrare in casa parecchia gente solo per parlare. Non riusciva proprio a stare sola». Giuliana Boccenti aveva cambiato diverse badanti negli ultimi anni. I carabinieri stanno cercando i nomi delle donne che hanno prestato servizio nell'appartamento. Da loro potrebbe arrivare la traccia decisiva per risolvere il giallo di via Mameli. E' evidente che l'assassino stava cercando qualcosa di preciso e sapeva anche dove mettere le mani. Infatti ha rovistato solamente in due stanze, camera da letto e in un'altra molto più piccola. Non da escludere che Giuliana Boccenti tenessi il denaro e gli oggetti preziosi proprio lì. Ma è solo un'ipotesi visto che, da un primo esame, sembra che in casa non manchi nulla. E' anche evidente che l'assassino non sia entrato casualmente nell'appartamento al piano terra del palazzo. Giuliana Boccenti era stata sposata due volte. Aveva vissuto diversi anni anche a Milano (il primo marito lavorava alla Pirelli) e lei aveva fatto la custode di alcuni palazzi. Alla sua morte era ritornata a Castel San Giovanni dove aveva conosciuto un commerciante del paese che aveva diversi figli.(a. a.)