Cassolnovo, scontro sul caso Colombo Assessore cacciato
CASSOLNOVO La giunta si spacca e il sindaco ritira la delega all'assessore Angelo Piazza. Il casus belli è la rescissione del contratto di riscossione tributi con la ditta Colombo di Vigevano. Inizia tutto con una mozione presentata in consiglio comunale dalla minoranza Pd in cui si chiede di chiudere il contratto di affido diretto, visto che è nato per l'Ici e non per l'imu, su una norma transitoria. Confortano la proposta del gruppo di minoranza i pareri dell'Agcom e della Vigilanza dei contratti, che si sono pronunciate pochi giorni fa. Il sindaco proprio non digerisce la questione e in consiglio si presenta spiegando che chiederà un parere ai legali del Comune sul da farsi e invitando la maggioranza a bocciare la mozione. «Troppo confuse le conclusioni _ stigmatizza Alessandro Ramponi _ e troppo frettolosa la mozione. Si poteva risolvere insieme». Il problema però è l'eventuale danno erariale, qualora gli atti passassero alla Corte dei Conti e fosse ravvisato un illecito amministrativo. «Non è detto che non si possano rivalere sul Comune_ attacca il consigliere di opposizione Callerio _ e su quanti hanno firmato la prima delibera. Quindi su chi boccia la nostra mozione». Ramponi però non ci sta e accusa Callerio: «Questo è terrorismo psicologico. Chi vota contro ne pagherà le conseguenze». Il dibattito è infuocato e l'assessore ai servizi sociali Angelo Piazza, che non votò la delibera dell'affido dei tributi, perché non ancora in maggioranza, fa il gran rifiuto: «Voto a favore della mozione dell'opposizione». Sbotta subito l'assessore all'urbanistica Angelo Cornalba: «Adesso dimettiti». E'la scintilla che fa partire l'incendio: «Questa è una maggioranza in cui comanda la Lega». Ai voti però la mozione della minoranza non passa. Piazza abbandona il consiglio da solo prima della fine. Il giorno dopo viene ratificato il suo allontanamento dalla maggioranza. Assessore ai servizi sociali sarà il sindaco Alessandro Ramponi. Andrea Ballone