Broni, porte aperte alle imprese

di Donatella Zorzetto wBRONI Altri seimila metri quadrati per dare spazio alle piccole imprese. È il progetto che si sta concretizzando in strada del Palazzolo, progetto per il quale il Comune ha aperto un bando invitando i privati ad aprire nuove attività artigianali. In un momento difficile per l'economia, l'amministrazione comunale di Broni aveva deciso, nel 2011, di intervenire concretamente per fronteggiare la crisi e favorire le imprese con l'adozione del Piano integrato d'intervento numero 22. Un intervento finalizzato a rilanciare la competitività e lo sviluppo del sistema produttivo locale mediante la realizzazione, lungo la strada del Palazzolo nei pressi del casello autostradale, di diversi comparti destinati all'insediamento di piccole imprese. Un'area individuata perché lontana dal centro abitato e vicina all'autostrada; inoltre, a differenza del passato, l'idea di dedicare alle imprese una zona dedicata ha fatto sì che le attività produttive si potessero insediare ordinatamente e non più a "macchia di leopardo" su tutto il territorio comunale. In cambio le piccole aziende hanno ottenuto dal Comune un'opzione sulle aree, la garanzia del trasferimento di proprietà dei terreni e il mantenimento del prezzo d'acquisto dagli agricoltori agli imprenditori. Il piano si compone di due comparti, uno pubblico, di circa 40.000 metri quadri di superficie fondiaria, e uno privato, di circa 70.000 metri. Per quanto riguarda il comparto pubblico sono stati assegnati 34.000 metri quadrati. Il prossimo obiettivo è trovare altre aziende intenzionate ad insediarsi nei restanti 6.000 metri quadrati così da continuare nel rilancio della competitività e dello sviluppo del sistema produttivo locale. Per questo motivo la giunta ha riaperto i termini dell'avviso pubblico per verificare l'eventuale disponibilità di piccole imprese ad insediarsi a Broni. L'avviso è rivolto sia a piccole e medie aziende esterne al territorio che intendano delocalizzare qui in toto o in parte la propria produzione, sia a realtà produttive già presenti. In ogni caso, non saranno ammesse attività inquinanti, nè autoparchi, autoporti, interporti, piattaforme logistiche, terminali intermodali o terminal gateway. «La mancanza di lavoro purtroppo si fa sentire ogni giorno di più – sottolinea l'assessore all'Urbanistica, Antonio Riviezzi –. Speriamo che ci siano piccole aziende disponibili ad investire nel nostro territorio. Da parte nostra faremo tutto il possibile per favorire i nuovi arrivi. Siamo a disposizione per dialogare con tutte le realtà produttive interessate per venire incontro alle loro esigenze». A questo l'anno scorso si è aggiunto il Piano integrato d'intervento P II 23. Ad oggi già quattro aziende hanno dato la loro disponibilità ad insediarsi nell'area con qualche decina di posti di lavoro in arrivo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA