Osservatorio di Pavia Ecco i 30 guardiani della politica in tv

di Anna Ghezzi wPAVIA Sono i guardiani della politica in tv e dalla vigilia di Natale non hanno tregua: ogni ora arriva il file con l'ora di programmazione precedente pronto per essere analizzato. I computer dell'Osservatorio di Pavia, nella grande casa dalle volte antiche a due passi dall'università sono sempre accesi, gli analisti hanno le cuffie sulle orecchie e i cronometri in mano per misurare le comparsate di Berlusconi e Bersani nei tg e negli spazi di comunicazione politica, per contare i secondi passati in video di Monti e quelli in cui giornalisti e conduttori della Rai parlano del premier uscente. Sono il Grande Fratello della campagna elettorale cominciata il 21 gennaio scorso: seduti alle scrivanie, occhi fissi sui pc dove scorrono le immagini di candidati più o meno famosi, penna sulle schede – circa 3mila a settimana – che ogni giorno vengono consegnate alla Commissione di vigilanza della Rai per il monitoraggio del pluralismo dell'informazione. Par condicio, insomma. Un "inferno" scattato alla vigilia di Natale con l'inizio della "pre campagna elettorale" e fatto di fiumi di parole, 27 liste, 6 coalizioni, tg, rubriche, programmi, candidati che spuntano in ogni spazio d'informazione anche perché «costano poco e fanno audience», come spiega il presidente dell'Osservatorio di Pavia Stefano Mosti. «Il nostro compito – afferma – è fornire dati oggettivi, fondamentali per permettere il controllo del rispetto delle regole». «Il tempo in tv dedicato alla campagna elettorale è cresciuto costantemente – prosegue il consigliere Antonio Nizzoli – per stabilizzarsi questa settimana. D'altronde la campagna elettorale natalizia è stata un'anomalia, ha occupato tutti gli spazi anche perché Berlusconi doveva recuperare una visibilità che per scelta non aveva voluto durante il governo Monti e le primarie del Pd». Al piano terra si cronometrano i candidati regionali, con un occhio particolare a Lazio, Lombardia e Molise dove si voterà. Ludovica Cassetta, tarantina, 29 anni, ogni giorno invia il report dei tg regionali: «Quello che si nota di più in questa campagna – spiega Cassetta, che ha studiato tre anni Scienze Politiche a Pavia per poi emigrare alla Statale di Milano – è che a essere intervistati dalle emittenti regionali sono più che altro i candidati già famosi oltre ai candidati presidente». E se in Lombardia i candidati parlano spesso in prima persona, in Molise sono "mediati" dai giornalisti. Il corridoio dell'Osservatorio ha le pareti ricoperte da migliaia di dvd con le ore di trasmissione monitorate dal 1994 al 2010. Poi l'Osservatorio ha cominciato ad archiviare tutto su un server che campeggia, grande come un armadio, e protetto da due generatori e un gemello a Milano, nella stanza fredda alle spalle di Vittorio Cobianchi, guardiano della par condicio. «Il fatto è che siamo in piena campagna elettorale ma non c'è ancora un regolamento attuativo per cui la cifra distintiva della campagna elettorale ormai partita è l'incertezza da parte degli operatori dell'informazione – spiega Cobianchi – . Anche alle ultime politiche c'erano sei candidati, ma le regole erano chiare: 30% del tempo per Berlusconi, 30 a Veltroni, 10 e 1 a Bertinotti e Casini, 5 e 5 agli altri. Ora la Rai si regola solitamente dedicando lo stesso tempo a Pd e Pdl, poi una frazione minore a Lega e Udc. E per tutti gli altri garantisce la presenza a rotazione durante la settimana, con una prassi di fatto confermata dalla commissione di vigilanza». Dunque i principi base – visibilità per tutti e pari equilibrio per tutte le liste – sono confermati. E se i ricorsi delle singole forze politiche sono all'ordine del giorno e portano alle interviste di riparazione, in queste elezioni i notiziari stanno facendo particolare attenzione all'equlibrismo: «Questa settimana non c'è stato nessun richiamo né sanzione – afferma il consigliere Antonio Nizzoli – Il Tg3 ha invitato Berlusconi, i dati Rai sono buoni ovvero non è una campagna selvaggia, c'è molta attenzione all'equilibrio, anche da parte delle reti Mediaset». L'Osservatorio monitora la Rai 24 ore al giorno, poi i tg della sera di Mediaset e La7 oltre a RaiNews24.