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di Maria Berlinguer wROMA «Io ritengo che i contendenti abbiano uguale diritto, che un conto sono i sondaggi, un conto i voti dei cittadini: ho sempre detto tutti o nessuno». Il segretario del Pd apre al confronto televisivo con Monti e Berlusconi ma solo se nessuno degli altri candidati protesterà con la decisione presa dalla commissione di Vigilanza Rai. Ma Silvio Berlusconi non ci sta e rilancia. «Il confronto dovrebbe essere a due, tra i protagonisti che hanno la possibilità di uscire vincitori». Il format proposto dal Cavaliere è dunque un duello a due tra lui e Bersani e successivamente un faccia a faccia tra Mario Monti e Beppe Grillo. Ma la proposta del Cavaliere cade nel vuoto. E se il premier uscente, per bocca del portavoce della lista Scelta civica, conferma che il Professore è disponibile a confrontarsi con tutti i contendenti alle elezioni, Antonio Ingroia chiede l'intervento di Giorgio Napolitano. «Chiediamo al presidente della Repubblica, garante delal Costitituzione, un immediato intervento per ripristinare il corretto svolgimento della campagna elettorale». Per la Lista civica la decisioni di Agcom e Vigilanza di privilegiare la presenza tv dei leader di coalizione, Bersani, Berlusconi e Monti, «violano pesantemente i principi dell'uguaglianza e della libertà di informazione». La lista Ingroia annuncia ricorsi alle autorità competenti e intanto oggi terrà un sit in davanti alla commissione di vigilanza Rai. E' praticamente certo che anche questa volta salterà il duello televisivo. Per ora viale Mazzini conferma le tre conferenze stampa per il 22 febbrario di Berlusconi, Monti e Bersani in prima serata, nell'ultimo giorno di campagna elettorale. L'ordine di apparizione sarà sorteggiato ma non è chiaro se alla fine il segretario Pd accetterà o meno l'invito. «Il confronto tv si fa, come è giusto tra tutti i contendenti alla premiership: Berlusconi lo è?», ironizza Steano Di Traglia, portavoce di Bersani. A poche settimane dal voto intanto i leader dei partiti provano a dare una sferzata alla campagna elettorale. Berlusconi continua l'occupazione di tv e radio e annuncia per domenica prossima una mossa a sorpresa. L'acquisto di Balottelli secondo i sondaggi vale tra uno e due punti per il Pdl. Il Cavaliere però si riserva di giocare una nuova carta. Lo farà domenica, nella sua Milano, capoluogo della Regione fondamentale per la vittoria al Senato. «I nostri sondaggi ci danno 2,6% sotto al centrosinistra», dice Berlusconi. Il colpo di teatro? Una proposta choc in favore della famiglie e un nuovo contratto con gli italiani. Il Pd mobilita il popolo delle primarie a spera in Matteo Renzi. Il sindaco rottamatore si è fatto desiderare ma oggi scenderà in campo nella sua Firenze insieme al segretario. Nelle prossime settimane Renzi potrebbe riprendere il camper per una campagna elettorale mirata soprattutto al Nord. «Queste elezioni non sono elezioni qualsiasi, mai detto che abbiamo la vittoria in tasca, l'avversario c'è, è la destra guardate Berlusconi che combatte con le armi», avverte Bersani. A Monti e Berlusconi Bersani dice «basta cabaret, l'altro giorno a sentirli sono stati tagliati 30 miliardi di tasse in una giornata», ricorda Bersani. «A Monti dico guarda che sei ancora al governo e intervieni se si può» aggiunge chiedendo garanzie per gli esodati e per gli ammortizzatori sociali. Intanto anche Monti cerca di dare di sé un'immagine meno «austera». E sul web, mentre vola in Europa da Angela Merkel, fa diffondere un montaggio delle sue battute per offrire un'immagine spiritosa. Lo stile è british. ©RIPRODUZIONE RISERVATA