Pesato punta sull'agricoltura
di Gabriele Conta w PAVIA Abelli non è venuto, come qualcuno aveva fatto sapere. Ma lunedì sera al Volta c'erano molti altri, dal segretario vicario Gianpietro Pacinotti in giù, per sostenere la candidatura di Vittorio Pesato al Pirellone. «Questo non è il lancio della mia campagna elettorale, ma una riunione tecnica», precisa il consigliere regionale uscente prima di salire sul palco. Ma poi annuncia il suo sogno: «Vorrei fare l'assessore regionale all'agricoltura». Tra i primi ad arrivare l'altra sera al collegio universitario di via Ferrata ci sono Marco Belllaviti, l'assessore al bilancio di San Martino Abbiati e il sindaco Barella. Poi alla spicciolata arrivano Ruggero Invernizzi, il sindaco di Gropello Chiari, quello di Trivolzio Bremi e l'ex assessore provinciale Marioni. L'auditorium del Volta si riempie. Manca Alessandro Cattaneo. E Abelli? «E' a casa con la febbre – rispondono i fedelissimi – e comunque le voci che lo davano come presente sono infondate». Da chi? Impossibile avere dei nomi. «Qualcuno ha tentato fino all'ultimo di minare l'indipendenza del partito nel nostro territorio. – sostiene Pesato – Qui non è una sfida interna al Pdl locale, ma contro le ingerenze di Milano». E il ticket Pesato-Abelli? Dopo le incomprensioni del passato, infatti, i due avrebbero trovato un accordo in vista delle prossime elezioni. E qui Pesato ci pensa un secondo prima di rispondere. «Insieme all'area abelliana abbiamo fatto una scelta di natura politica – risponde il consigliere regionale uscente –. Credo che la mia candidatura fosse scontata, sono io il capolista del Pdl. E l'unico ticket che faccio è quello con i cittadini pavesi». Poi arriva la bordata agli avversari. «Io credo di aver portato avanti gli interessi del nostro territorio – dice Pesato – a differenza di chi ha passato un anno e mezzo a tagliare nastri, oppure una vita in televisione». Avversari fuori, avversari dentro? «L'era Formigoni è finita – spiega ancora Pesato – e ne sta iniziando una nuova, di un nuovo centro destra». Poi un altro attacco, questa volta a Bosone. «Credo sia una vergogna che un presidente della Provincia si permetta il lusso di candidarsi in Regione lasciando in grossa difficoltà l'ente dove è stato eletto da poco». E tre punti di programma? «L'abbattimento delle tasse locali a partire dall'Imu, le eccellenze della sanità come il Dea e il sostegno alle imprese agricole». GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA