Mezzanino, Ricotti torna in lista
MEZZANINO Si scaldano i motori a Mezzanino in vista della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali del 26-27 maggio. Un confronto che sarà ancora più infuocato, dopo la fine anticipata della giunta guidata dall'ex sindaco Sergio Ricotti che, circa un anno fa, ha deciso di dare le dimissioni in aperto contrasto con alcuni consiglieri, lasciando il paese nelle mani del commissario Maria Laura Bianchi. A poco più di tre mesi dalle urne, di certo correrà ancora l'ex primo cittadino, che vorrebbe continuare l'esperienza interrotta. «Sicuramente sarò in lista – spiega Ricotti – anche se non potrò più candidarmi come sindaco, perché avevo già svolto più della metà del secondo mandato. Però voglio esserci, anche perché tanti concittadini mi chiedono di continuare e quindi io non posso tirarmi indietro». Ricotti torna anche sulle motivazioni della fine della passata legislatura. «Stavamo facendo davvero bene – prosegue –. Avevo ottenuto molti contributi regionali per finanziare dei lavori. Inoltre ho lasciato un bilancio virtuoso, con 350 mila euro di avanzo. L'unico errore è stato quello di aver coinvolto alcuni giovani, che ritenevo il futuro di Mezzanino e che invece si sono rivelati tutt'altro». Alcuni di questi giovani, molto probabilmente, saranno candidati nell'altra lista che si presenterà alle elezioni. «La candidatura di alcune persone nella lista avversaria mi spinge ancora di più a tornare in campo per vincere ancora», conclude Ricotti. Si ferma, invece, l'esperienza per altri due protagonisti della politica mezzaninese: niente candidatura, infatti, sia per l'ex assessore Mario Luigino Scovenna sia per l'ex consigliere Pietro Vercesi. Secondo entrambi, però, «con tanta buona volontà», si sarebbe potuto proseguire con la giunta Ricotti. «Ero in consiglio da dieci anni – spiega Scovenna –. Quella passata era la mia terza legislatura, quindi è giusto lasciare spazio ad altri». Dello stesso parere è anche Vercesi, la cui carica di presidente Auser sarebbe incompatibile con la carica consiliare: «Anche se non ci fosse stata incompatibilità – spiega –. Però io ormai mi ritengo fuori». (o.m.)