«Fateci spendere tre milioni di euro»
SANNAZZARO Tre milioni di euro congelati dal patto di stabilità: i nuovi impianti Eni-Est stanno per andare in funzione; le opere di compensazione socio-economica, per altro imposte dal Ministero per l'Ambiente, restano invece al palo. Il patto di stabilità blocca sul nascere diverse opere pubbliche concordate. E' il solito paradosso all'italiana. Per questo, la giunta comunale ha richiesto ai vari livelli istituzionali del Ministero degli Interni "una deroga al patto di stabilità", specialmente per quei fondi che, seppure resi disponibili dall'Eni, restano sempre bloccati dall'imposizione di legge. Lo conferma lo stesso sindaco Giovanni Maggi: "Le opere compensative di tipo socio-urbanistiche per Eni-Est (in funzione tra pochi mesi, ndr) e quelli ambientali relativi al progetto Hydrocracking, in parte utilizzati prima del patto, sono di fatto congelati. Si tratta di circa 3 milioni di euro, disponibili grazie ad opere già concordate e definite, ma al momento non spendibili. E' incredibile: da una parte lo Stato impone ad Eni opere compensative per impianti già funzionanti ed in fase di ultimazione; dall'altra ne vieta gli investimenti per le prescritte compensazioni. Ci troveremo con gli impianti Eni già attivi e le opere compensative imposte dal Ministero ancora da realizzare. E non certo per colpa di Eni che di quei soldi dispone". Da qui la decisione di inoltrare la nota perché Sannazzaro possa essere autorizzato ad investire quei soldi che, pur disponibili, sono al momento non-spendibili. Le opere ferme al palo riguardano la ristrutturazione della caserma dei carabinieri e dei parchi ludici, il rifacimento dei viali alberati, la realizzazione dell'anello extra-urbano di piste ciclabili, i restauri di edifici pubblici tra cui il settecentesco palazzo Pollone, il recupero di parte del cimitero… L'assessore al bilancio Pierangelo Fazzini ammette: "In città tutto è fermo nonostante esistano soldi e progetti. In compenso, Eni sta operando su alcune opere di "mitigazione ambientale", lavori per i quali è la stessa Eni ad eseguire l'intervento con investimenti diretti, senza transito dalle casse comunali. Non a caso, Eni sta lavorando per la rinaturalizzazione degli Scarazzani e dell'area-filtro Est; mentre, su aree pubbliche, partiranno presto i recuperi di piazzale Mainòli e di parco Allevi e la pista ciclo-pedonale per Scaldasole". Insomma, la richiesta di deroga al patto di stabilità appare ben motivata; se accettata, riguarderà i finanziamenti Eni di opere riconosciute "irrinunciabili". Paolo Calvi