Stradella, 10 famiglie in più senza lavoro

STRADELLA È emergenza lavoro a Stradella. E quando a perderlo sono sia il marito sia la moglie la situazione diventa insostenibile. La fila dei disoccupati davanti al Centro caritativo parrocchiale "Il pane quotidiano" di Stradella è sempre più lunga. I volontari lanciano l'allarme dopo aver assistito, in queste prime settimane del nuovo anno, ad un aumento esponenziale degli utenti che vengono a chiedere non più solo il pacco con gli alimenti, ma un lavoro per riuscire a mantenere la famiglia. «Sono almeno una decina, se non di più, che vengono da noi tutte le settimane a cercare lavoro - spiegano i volontari - perchè si trovano in grave difficoltà, soprattutto per il pagamento dell'affitto. Non si tratta solo di stranieri, ora sono molti anche gli italiani». Le storie di queste persone sono tante e drammatiche: c'è il marito che lavorava alla Galbani di Corteolona e che, dopo una riduzione estrema dei turni, ha finito con il perdere il lavoro; ci sono uomini che lavoravano nelle imprese edili della zona e che ora, a causa della crisi che deprime il mercato delle costruzioni, da un giorno all'altro si trovano a casa. Basta questo per stravolgere il già precario bilancio familiare. «Le mogli, solitamente, lavorano qualche ora come badante o come colf, ma non riescono certo a mandare avanti una famiglia, dove solitamente ci sono due o tre figli. Molte davvero si riducono a fare qualsiasi cosa per guadagnare qualche soldo, addirittura si rendono disponibili anche a fare notti di lavoro, lasciando i bambini con i mariti». Però anche il mondo delle badanti è saturo ed è diventato difficile anche fare solo qualche ora in modo continuativo. Quindi anche queste donne, spesso, si ritrovano senza un lavoro. Chi ce la fa resiste anche in queste condizini. Molti stranieri preferiscono tornare al proprio paese, nonostante fossero venuti in Italia a cercare un futuro migliore: «Alcuni già se ne sono andati, altri stanno pensando di farlo, almeno, in assenza di lavoro, si ricongiungono con i loro cari» spiegano ancora i volontari. L'emergenza quindi è grave e la coda al Centro caritativo, al mercoledì mattina e venerdì pomeriggio, è sempre più lunga: «Per fortuna la sensibilità delle persone verso la nostra azione è aumentata e quindi abbiamo sempre alimenti e vestiti da offrire ai nostri assistiti. Sono anche aumentati i volontari che vengono ad aiutarci e si respira davvero una bella atmosfera». Al Centro, il venerdì pomeriggio, è partito anche un corso di italiano e di prima alfabetizzazione, curato da alcune volontarie ex professoresse: per ora sono circa una decina i partecipanti, che vogliono imparare l'italiano soprattutto per esigenze lavorative. Inoltre, anche per quest'anno, il Rotary Club Oltrepo ha assicurato il sostegno alla struttura, e, molto probabilmente, ripeterà la giornata raccolta alimenti in marzo all'Esselunga a favore del Centro caritativo. (o.m)