verso il voto
di Fabrizio Merli w PAVIA «Entro l'estate, si farà il trasloco al Dea, il Dipartimento emergenza accettazione del San Matteo. Ed entro l'autunno i pavesi avranno la piena operatività della struttura». L'impegno arriva da Mario Melazzini, pavese, assessore lombardo alla sanità e candidato alle elezioni regionali del prossimo 24 e 25 febbraio. Ieri mattina, il medico pavese, molto vicino a Roberto Formigoni e a Comunione e liberazione, ha dato il via alla campagna elettorale in Santa Maria Gualtieri. Tra il pubblico, molti volti della "galassia" pidiellina: gli assessori comunali di Pavia, Pietro Trivi e Sandro Assanelli, l'ex sindaco Sandro Bruni, il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri e quello di Rivanazzano, Romano Ferrari, l'assessore comunale di Voghera, Giuseppe Carbone, l'ex assessore William Tura, il consigliere comunale di Voghera, Gianantonio Pozzoli e l'ex sindaco Aurelio Torriani. A introdurre l'intervento di Melazzini è stato il sindaco Alessandro Cattaneo. «Questo è un momento molto importante – ha detto – e la priorità è riavvicinare la gente alla politica, intesa come buona amministrazione. Lancio un appello a tutti gli sfiduciati, affinchè approfondiscano le storie e dei candidati e quanto hanno realizzato. In Lombardia, forse qualche errore è stato commesso, ma non basta a cancellare il buon governo del centrodestra». Poi ha preso la parola l'attuale assessore regionale alla sanità. «Vi chiederete – ha esordito Melazzini – perchè una persona che ha i miei problemi abbia deciso di mettersi a disposizione. Io ho la fortuna di vivere la quotidianità come una continua occasione che apre mille opportunità. Mi sono impegnato come assessore perchè credo che le persone fragili, oggi, non siano libere di scegliere. Di qui è nata la sfida del mio impegno». Melazzini ha rivendicato con orgoglio la propria pavesità e le origini contadine della sua famiglia. «La politica – ha aggiunto – la intendo come ascolto e disponibilità nei confronti delle persone. Nel 1994 mi riconobbi nelle posizioni di Forza Italia e successivamente in quelle del Popolo della Libertà. Oggi, la politica va cambiata. Quello lombardo è un bel sistema, all'avanguardia rispetto ad altre regioni, ma va rimodellato. Io mi considero una persona qualunque, non certo un candidato calato dall'alto». Subito dopo, l'assessore regionale ha affrontato alcuni nodi del programma. Riguardo al territorio, ha sottolineato la necessità di aiutare ospedali importanti come quelli di Broni, Stradella, Varzi, Mortara e Casorate. Sul versante del lavoro e dell'impresa, ha proposto «l'azzeramento dell'Irap e la definizione di una moratoria di tre anni, in accordo con lo Stato, per consntire alla Lombardia di diventare una "no tax area" in modo da aiutare le imprese e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro». Un passaggio importante del discorso è stato dedicato al tema dell'agricoltura. «Dobbiamo orientarci alle produzioni agricole locali e tradizionali e al consumo da filiera corta. Inoltre, puntare al ripopolamento dei paesaggi rurali e fornire sostegno alle piccole e medie imprese agricole». Non potevano mancare riferimenti precisi al capitolo di welfare, salute ed educazione. Su questi fronti, Mario Melazzini propone, tra l'altro, «l'attuazione del Piano regionale per le persone con disabilità, il riconoscimento di un contributo economico ai famigliari che scelgono di curare i propri anziani o disabili al domicilio, la riorganizzazione del sistema sanitario e socio sanitario a partire dall'appropriatezza di cure e prestazioni e un investimento sulla scuola reale e sulla formazione professionale». Infine, riprendendo le parole di Cattaneo, l'assessore Melazzini ha lanciato un appello ai tanti indecisi. «È il momento di impegnarsi personalmente, di assumersi responsabilità e di ripensare insieme la cosa pubblica».