Dell'Utri indagato per peculato
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI In una delle sue argute lectio magistralis Umberto Eco, distinguendo tra bibliomane e bibliofilo, chiariva che se un libro raro il primo se lo terrebbe segretamente perché solo a parlarne si mobiliterebbero ladri di mezzo mondo, il bibliofilo lo mostrerebbe a tutti come una meraviglia. Il senatore Pdl Marcello Dell'Ultri entra di diritto tra i bibliomani, con il sospetto però che dei volumi rari e introvabili si appropriava illecitamente. Questo almeno secondo l'accusa della procura di Napoli che indaga il senatore per concorso in peculato nell'ambito dell'inchiesta sui libri antichi rubati dalla Biblioteca dei Girolamini. Il senatore avrebbe ricevuto alcuni di quei volumi sottratti dall'ex direttore della biblioteca Marino Massimo De Caro, ora in carcere a Poggioreale, secondo un accordo preordinato tra i due. L'indagine chiamata «Library Lost» e condotta dai carabinieri dall'aprile 2012 in seguito a una denuncia sulla scomparsa di 1500 volumi di pregio, ha portato ieri ad altri sei arresti, quattro a carico di persone già detenute alle quali viene ora contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata al peculato, alla falsificazione e alla ricettazione di migliaia di volumi antichi. In manette anche un legatore di Bologna incaricato di cancellare dai manoscritti rubati i contrassegni della Biblioteca e un mediatore che faceva da cerniera tra gli antiquari e la banda che sottraeva i testi. Le misure cautelari sono state eseguite a Genova, Napoli, Ozzano dell'Emilia (Bologna), Porano (Terni) e S.Maria Capua Vetere (Caserta). «E' una bufala, una balla assoluta, io non c'entro assolutamente niente e sono già stato ascoltato dalla procura» ha commentato Dell'Utri. Agli atti risultano anche le dichiarazioni di noti antiquari che hanno deciso di collaborare con gli investigatori. Che hanno ricostruito nei dettagli i meccanismi con cui la biblioteca era depredata, i tentativi di depistaggio degli indagati e i canali da cui facevano passare i libri in importanti librerie antiquarie. Ben 500 volumi stavano per essere venduti in una casa d'aste di Monaco di Baviera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA