Buio davanti alle case In viale Venezia la protesta-lampioni

di Anna Ghezzi wPAVIA Viale Venezia, lungo il Naviglio, è quasi centro. Ma non lo è per nulla: nella rivoluzione dei lampioni in corso da un anno in città, i residenti si sono trovati davanti a un paradosso: tolto un lampione indispensabile davanti alle abitazioni, rimesso un lampione che dista da quello successivo meno di dieci passi. E ancora: buio sotto gli alberi, campagna illuminata a giorno. «Non ce la facciamo più – spiega Antonio Protti con in mano un dossier fotografico e nella voce l'esasperazione –. Hanno tolto il lampione davanti alle villette e non l'hanno rimesso. Sarà anche stato pericolante, ma ora noi siamo al buio. Invece hanno sostituito, rimettendo un palo nuovo, quello lì avanti che non serve a nulla: da due settimane c'è questa situazione paradossale, e abbiamo paura per i furti». Nella zona, già piuttosto buia, i casi di ladri in azione sono frequenti: «Da noi sono venuti due anni fa – racconta – qui è buio già solitamente a causa degli alberi – un'altra volta li hanno costretti a scappare». Gli alberi, platani che hanno raggiunto dimensioni notevoli, sono l'altro problema: le foglie intasano le grondaie, i residenti lamentano scarsa manutenzione, e mostrano rami staccati per metà che galleggiano sopra gli ingressi, sospesi per un gioco di incastri in attesa di cadere. Si spera non in testa a qualcuno. E sono gli stessi alberi che rendono più o meno vana l'illuminazione della zona: le lampade – altissime – sono sopra i rami, e non fanno filtrare la luce. Il servizio di illuminazione pubblica è gestito da Enel Sole attraverso una convenzione che impegna l'azienda ad intervenire in precise situazioni senza oneri aggiuntivi. Tutte le altre attività sono straordinarie e hanno un costo per il Comune. Ogni lampione, ad esempio, costa circa 1200 euro. «Abbiamo rimesso i lampioni nel le situazioni più a rischio segnalate dai cittadini – spiega l'assessore ai lavori pubblici Luigi Greco – ma il patto di stabilità impedisce di fare di più per ora. Sappiamo che la sicurezza, in alcune zone è a rischio, che gli interventi non sono ottimali. Stiamo preparando un nuovo bando di gara per l'illuminazione pubblica e per acquistare da Enel sole i pali che non sono nostri: stimiamo ci vorrà circa un milione di euro, ma ci consentirà di slegarci da EnelSole per la gestione della luce e mettere a gara il servizio, facendo riferimento, come richiesto dalla nuova normativa, ai parametri Consip». Ovvero la società che ha come azionista unico il Ministero dell'Economia e delle Finanze e svolge a livello nazionale delle gare di appalto i cui costi devono servire da criterio di riferimento per gli enti locali secondo quanto stabilito dalla spending review.