«Ora il governo chieda conto alla Francia»
ROMA «E adesso il governo chieda conto. Chieda conto ai francesi e agli americani. Chieda conto all'Aeronautica di tutte le cose non dette». Daria Bonfietti, storica presidente dell'Associazione familiari delle vittime, combatte da 33 anni perché sia fatta verità sulla strage di Ustica. Tre decenni di depistaggi e silenzi che oggi, dice, «devono finire». La sentenza della Cassazione sui risarcimenti civili rappresenta un passo avanti? «La sentenza è importante perché riconferma - ma stavolta in via definitiva - la tesi del giudice Rosario Priore: e cioè che il Dc9 Itavia fu abbattuto da un missile. E' la prima volta che i giudici supremi affermano la responsabilità dei ministeri dei Trasporti e della Difesa nel non avere protetto l'aerovia Ambra 13 e con essa la sicurezza dei passeggeri. Di questo non possiamo che essere soddisfatti». Ma sugli autori della strage sarà possibile trovare qualche nuova evidenza? «Il problema è che i governi succedutisi non hanno mai voluto prendere atto delle conclusioni cui giunse nel 1999 l'istruttoria di Priore. Nessun governo ha mai preteso di sapere niente dalla Francia. Nessuno ha mai chiesto a Parigi, non dico se fossero stati loro, ma almeno cosa avessero visto dalla base di Solenzara. Abbiamo incamerato solo bugie». Alle rogatorie della magistratura Francia e Usa non hanno mai risposto? «Proprio così. Ma a Bruxelles, a protestare presso al commissione reclami per questo atteggiamento, ci sono sempre andata da sola. Non ho mai visto nessuno del governo venire a darmi manforte, a sostenere richieste di chiarimenti. Non c'è mai stata nessuna azione vera presso i paesi coinvolti. Eppure oggi diamo ai francesi appoggio per il Mali». Questo verdetto può cambiare le cose? «Ritengo che prendere atto di questa realtà sia per l'esecutivo un'esigenza non più rinviabile. Diversamente continueranno a perdere cause. Il che non dovrebbe piacere nemmeno ai contribuenti che sono chiamati a risarcire per un abbattimento commesso da forze straniere». Intende dire che lo Stato poteva investire le sue energie diversanmente? «Dico che sarebbe stato meglio se in questi anni l'Avvocatura dello Stato fosse stata pagata per scovare la verità, per ricostruire i tasselli della vicenda invece che per ricorrere contro i familiari delle vittime». L'Italia deve chiedere conto ai suoi alleati, ma anche ai suoi generali? «Si tratta di prendere una posizione coerente anche nei confronti dell'Aeronautica. Perché se è vero che secondo la Corte di Assise di Roma che assolse gli ufficiali non ci fu alto tradimento, è altrettanto vero che molte furono le cose non dette su quella notte».(n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA